«A pochi giorni dalla commemorazione dei dieci anni dal sequestro, dalla tortura e dall’uccisione di Giulio Regeni, gli elogi del ministro dell’Interno Piantedosi al suo omologo egiziano suonano tristemente inadeguate. Difficile immaginare come possa definirsi ‘proficua’ una cooperazione con un apparato statale che, su Giulio Regeni, non ha mai davvero collaborato perché si arrivasse alla verità e alla giustizia». Lo dichiara la deputata di Azione Federica Onori, segretaria della Commissione Affari esteri della Camera.
«Il caso Regeni non è una ferita del passato: è una questione aperta che continua a interrogare la coscienza democratica del nostro Paese. Il dialogo che il nostro Governo porta avanti con l’Egitto non può ignorare le responsabilità dei servizi di sicurezza egiziani e la ricerca di verità che ancora dobbiamo ai genitori di Giulio», conclude Onori.



