L’intelligenza artificiale sta diventando sempre più accessibile, ma il suo sviluppo rischia di scontrarsi presto con un problema strutturale: l’energia. È questo uno dei messaggi lanciati da Elon Musk nel corso di un panel al World Economic Forum di Davos, dove il fondatore di Tesla e SpaceX è stato intervistato da Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock. Secondo Musk, il costo dell’intelligenza artificiale «è già molto basso e continua a diminuire ogni anno», spingendo le aziende del settore a cercare il maggior numero possibile di utenti. Ma dietro la corsa globale all’IA si nasconde un collo di bottiglia sempre più evidente: «I costi per arrivarci tra capacità di calcolo, chip, fabbricazione e alimentazione sono enormi e rappresentano un fattore limitante».
ENERGIA E CHIP, IL NODO STRUTTURALE
Il problema, ha spiegato Musk, non riguarda solo la produzione di semiconduttori, ma anche la possibilità di alimentarli: «Molto presto, forse già entro quest’anno, produrremo più chip di quanti ne potremo effettivamente accendere». Una previsione che lega direttamente lo sviluppo dell’IA alla disponibilità di energia su larga scala. In questo scenario, lo spazio diventa una possibile soluzione. «Lo spazio è una fonte di energia immensa – ha osservato – e non c’è bisogno di occupare territorio sulla Terra. C’è così tanto spazio nello spazio che si possono raggiungere livelli enormi, anche centinaia di terawatt all’anno».
SOLARE, DAZI E PRODUZIONE USA
Musk ha ribadito il ruolo centrale dell’energia solare, ricordando che per alimentare l’intero fabbisogno elettrico degli Stati Uniti basterebbe un parco solare di circa 100 miglia quadrate, distribuito su più aree. Un obiettivo teoricamente possibile, ma complicato dall’aumento dei costi degli impianti fotovoltaici, anche a causa delle barriere doganali sui prodotti cinesi. In questo contesto, ha spiegato, i team di Tesla e SpaceX stanno lavorando separatamente per arrivare a 100 gigawatt all’anno di energia solare prodotta negli Stati Uniti, un traguardo che potrebbe essere raggiunto in circa tre anni. «Non controlliamo la politica tariffaria americana, ma in altri Paesi la Cina produce celle solari a costi incredibilmente bassi, e probabilmente varrebbe la pena realizzarle su larga scala».
MARTE E ROBOT UMANOIDI
Nel suo intervento, Musk non ha rinunciato a una nota ironica sul suo storico obiettivo spaziale. «Mi chiedono spesso se voglio morire su Marte. Rispondo sempre di sì, ma non per l’impatto della navicella», ha scherzato, ricordando che il viaggio verso il pianeta rosso dura circa sei mesi ed è possibile solo ogni due anni. Spazio anche alla robotica: Musk ha annunciato che i robot umanoidi Optimus di Tesla potrebbero arrivare sul mercato entro la fine del prossimo anno. «La robotica umanoide avanzerà molto rapidamente. Oggi i robot svolgono compiti semplici in fabbrica, ma entro la fine di quest’anno saranno in grado di affrontare mansioni più complesse. La vendita al pubblico avverrà solo quando saremo certi di livelli molto elevati di affidabilità e sicurezza».
Mattia Gasperini



