In 122 giorni di esposizione sono state più di 250.000 le persone che hanno ammirato la mostra sul Beato Angelico a palazzo Strozzi, rendendola la più visitata della storia ventennale della fondazione fiorentina. L’80% dei visitatori (circa 200.000) «ha raggiunto la città appositamente per visitare la mostra, in giornata o con soggiorni prolungati: il dato più alto mai registrato nella storia della fondazione, con un rilevante impatto sull’economia locale». Negli stessi giorni, al museo di San Marco, uno degli scrigni della produzione dell’artista, sono state registrate oltre 100.000 presenze (e 1.243 gruppi organizzati), «quadruplicando i visitatori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente», spiegano la Fondazione Palazzo Strozzi e il museo di San Marco in una nota congiunta.
La mostra (vista tra l’altro da 2.500 gruppi, 300 classi di scuola e 70 gruppi universitari) ha ottenuto anche «un’ampia visibilità online» con 6,5 milioni di persone raggiunte dai contenuti pubblicati sui canali social. A tal proposito, nel periodo dell’esposizione il sito palazzostrozzi.org ha superato i 260.000 utenti per più di un milione di pagine visualizzate, «confermando la forte attrattività del progetto», si evidenzia. «Dopo i grandi progetti di arte contemporanea degli ultimi anni, siamo tornati al Rinascimento con una mostra di altissimo valore per la ricerca e la valorizzazione del patrimonio artistico», sottolinea Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi.
«I risultati record della mostra si devono all’eccezionalità di un progetto che rappresenta un passaggio fondamentale per gli studi su Beato Angelico e sul Rinascimento, valorizzando al contempo un luogo unico come il museo di San Marco, partner imprescindibile della mostra. Ringrazio la guida di Carl Brandon Strehlke, come curatore principale dell’esposizione», aggiunge Galansino. Curare insieme a Carl Brandon Strelke e Angelo Tartuferi «questa straordinaria mostra ha rappresentato al meglio la collaborazione che la Direzione regionale musei nazionali Toscana ha messo in atto con entusiasmo per dare forma ad un progetto che sin dall’inizio si è presentato come unico e irripetibile», sottolinea Stefano Casciu, il direttore regionale dei musei nazionali.
«La straordinaria risposta di pubblico alla mostra ci rende particolarmente orgogliosi e conferma Firenze come capitale internazionale della cultura e dell’arte», osserva la sindaca, Sara Funaro. «Firenze dimostra ancora una volta come arte e cultura siano leve di crescita, sviluppo e conoscenza». Il successo dell’operazione «conferma Firenze e la Toscana come uno dei grandi centri culturali a livello internazionale e dimostra quanto l’investimento nella qualità della ricerca, nella valorizzazione del patrimonio e nelle grandi collaborazioni istituzionali sia una scelta vincente», commenta anche il presidente della Regione, Eugenio Giani. Si tratta, gli fa eco l’assessora alla Cultura, Cristina Manetti, di «un risultato straordinario, che dimostra quanto l’investimento sulla grande qualità delle mostre paghi, sia in termini culturali che di attrattività internazionale. Siamo molto soddisfatti».
Nicola Ferrandino



