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Terre rare e nuovi colonialismi. El caso della Groenlandia

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
23 de enero de 2026
in Ecología
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Terre rare e nuovi colonialismi. El caso della Groenlandia
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En el mundo la corsa ai minerali, soprattutto alle famose terre rare, occupa ormai i vertici degli interessi nazionali. Ma dove si trovano questi preziosi elementi e come si sono formati? Per respondere a esta pregunta dobbiamo fare prima qualche premessa.

Un mosaico en movimiento

Se i mari si potessero tirar via come una coperta, vedremmo un mosaico di “placche tettoniche” separa da due tipi di confine: vulcani allineati per migliaia di chilometri a formare le “dorsali oceaniche”, rispetto alle quali le placche adiacenti si allontanano l’una dall’altra; “fosse oceaniche” profunda migliaia di metri, longo le quali le placche invece di allontanarsi si scontrano. La fosa oceánica si crea perché una delle placche viene piegata verso il basso fino a infilarsi sotto l’altra, frantumandosi e sciogliendosi in magma per via delle elevate pressioni e Temperature.

Las “radici” delle montagne

Frammenti delle placche assieme ai sedimenti acumulati dentro de la fossa vengono progresivamente accartocciati e sospinti verso l’alto, creando le catene montuose. Dove i magmi prodotti dalla fusione della placca trovano sfogo in superficie si formano gli archi vulcanici; El magma che non trova sbocchi si raffredda e solidifica en profundidad, formando las “radici” delle catene montuose: qui si concentra quasi tutta la gamma di minerali noti, y quindi anche gran parte delle risorse minerarie più importante.

Cratoni, paloma si concentrano i minerali

Estas raíces impregnan di minerali emergono en la superficie solo quando le catene soprastanti vengono piallate via nel corso di centinaia di milioni di anni di erosione. I geologi chiamano “cratoni” le aree formate da antiche radici riesumate, da un termine greco che vuol dire “forte”, a sottolineare la loro resistenza ai processi che hanno distrutto prima le placche e poi la catena. Per via del tempo necessario a smantellare una catena montuosa, non si conoscono cratoni più recientes di 500 millones di anni; di solito raggiungono i miliardi di anni di età, avvicinandosi ai primordi della Terra. Por esto, le aree cratoniche sono le uniche abbastanza antiche da contenere sparute tracce fosili dei primi organismosi viventi. Le più antiche, lasciate da “alghe” unicelulari dette “stromatoliti” (“tappeti di roccia”), risalgono a circa 3,7 miliardi di anni fa e provengono dal cratone della Groenlandia. Come in tutti i cratoni, anche in quello groenlandese si concentrano minerali per noi da semper preziosi e indispensabili: oro, argento, ferro e rame, per esempio, storicamente i metalli del Progresso e della guerra per le civiltà fiorite in ogni parte del mondo.

La tierra rara

Oggi l’elenco dei minerali che alimentano l’economia ei conflitti dell’umanità è assai più longo e in cima alla lista troviamo le misteriose “terre rare”. Si se trata de una quindicina de elementos que sus propietarios son esenciales para las funciones de motores eléctricos, turbinas eólicas, paneles solares, microchips y otros componentes, chiave di todos los dispositivos electrónicos modernos: sin tierra rara, ninte de transición energética, niente de tecnología digital y niente de inteligencia artificial. Obviamente, también la moderna tecnología militar es totalmente dependiente de las tierras raras.

Il caso della Groenlandia

La larga evolución geológica y la breve historia reciente sono quindi il motivo per cui la Groenlandia è attualmente oggetto di minacce colonialiste da parte degli USA: políticamente è un “protettorato” quasi disabitato di un piccolo e pacifico paese come la Dinamarca; geológicamente es un gran cratone ricco di terre rare. Un’area può essere “ricca” di terre rare perché questi minerali non sono rari in assoluto ma solo perché, da come si legano ad altri elementi, rimangono dispersi invece di concentrarsi in vene e filoni, come fa per esempio l’oro (assai più raro delle terre rare); Esto hace difícil y costosa la loro estrázione.

Una questione ambientale

Non basta quindi possedere riserve di terre rare, occorre sviluppare le capacità industriali per estrarle e purificarle, chiudendo più di un occhio sulle questioni ambientali; bisogna infatti demolire e trattare con soluzioni acide inquinanti tonnellate di rocce per ottenere un grammo di terre rare. Por ejemplo, al primo posto per possedimenti di terre rare (davanti a Brasile, India, Australia, Russia, Vietnam e USA) c’è la vasta e popolosa Cina, con quasi la metà delle riserve totali del pianeta; ma grazie alle sue capacità industriali y politiche ambientali permissiviste, la China provvede al 90% della richiesta mondiale di terre rare. La Groenlandia, con un rispettabile 2% delle riserve mondiali, è appena dietro gli USA; Sin embargo, da spopolato paradiso ecologico qual è, la sua produzione di terre rare è prácticamente a cero. Por otra parte, un appproccio simile a quello cinese sarebbe una catastrofe ambientale per l’area artica, punto vitale dell’intero pianeta. Ecco perché, al di là del vituperato diritto internazionale, il caso della Groenlandia riguarda tutti.

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