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Non solo metano: le cortecce degli alberi assorbono diversi gas serra dall’atmosfera

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
20 de enero de 2026
in Ecología
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Non solo metano: le cortecce degli alberi assorbono diversi gas serra dall’atmosfera
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Un team di ricerca australiano ha individuato un nuovo superpotere climatico degli alberi, che si aggiunge alla loro nota capacità di assorbire CO2 dall’atmosfera tramite fotosintesi e a quella, scoperta più di recente, di assorbire metano. Secondo lo studio, pubblicato su Science, la corteccia degli alberi ospiterebbe migliaia di miliardi di microbi diversi, capaci di ripulire l’aria da diversi gas tossici e climalteranti. I ricercatori hanno raccolto per cinque anni campioni di alberi di diverse specie nell’Australia orientale; hanno poi utilizzato delle tecniche genomiche e biogeochimiche per determinare l’identità, le capacità e le attività dei microbi che vivevano nella corteccia. «La maggior parte di questi microbi è costituita da specialisti adattati agli alberi che si nutrono di gas serra», ha spiegato Bob Leung, coordinatore della ricerca. «Consumano metano, idrogeno, monossido di carbonio e persino composti volatili rilasciati dagli stessi alberi». Se contassimo tutti gli alberi presenti sulla Terra, la loro corteccia ricoprirebbe un’area pari all’incirca all’estensione di tutti i sette continenti: «Questo «continente di corteccia» sta potenzialmente rimuovendo milioni di tonnellate di gas serra ogni anno», commenta Luke Jeffrey, coordinatore dello studio insieme a Leung. Quanto scoperto, sottolineano gli autori, potrebbe avere benefici per il clima e per la nostra salute: se riuscissimo a individuare gli alberi con la maggior presenza di microbi gas-assorbenti, potremmo tentare di utilizzarli il più possibile per riforestare e creare aree verdi in città. Questo studio rappresenta solo il primo passo per comprendere a fondo il ruolo degli alberi nella lotta ai cambiamenti climatici: come ricorda Damien Maher, un altro degli autori, «potremmo dover ripensare al modo in cui alberi e foreste regolano il clima della Terra, oggi e in futuro».

Chiara Guzzonato

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