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L’incredibile caos della finale della Coppa d’Africa

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
20 de enero de 2026
in Deportes
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L’incredibile caos della finale della Coppa d’Africa
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Il Guardian, appena sabato, scriveva che la Coppa d’Africa era filata addirittura troppo liscia. Senza «drammi». Poi è arrivata il finale della finale, tra Marocco e Senegal. Ed è successo letteralmente di tutto. Riassumendo tantissimo: un gol annullato al Senegal allo scadere per un’inezia vista dal var, un successivo rigore assegnato al Marocco per un’altra inezia nel recupero, il Senegal che per protesta con gli arbitri abbandona in massa il campo e poi rientra prima che Brahim Diaz (il miglior giocatore del torneo) sbagli il rigore tirandolo a «cucchiaio»; e poi i supplementari, e la vittoria del Senegal. Tutto abbastanza incredibile. Il caos è cominciato quando i tempi regolamentari della Coppa d’Africa erano finiti: al 92esimo, sullo 0-0, il Senegal ha segnato con Sarr, ma l’arbitro annulla il gol per una trattenuta appena accennata. Al 97′, quando si andava verso i supplementari, l’arbitro fischia un rigore per il Marocco, per un altro fallo molto dubbio ai danni di Brahim Diaz. A quel punto il ct del Senegal, Pape Thiaw, imbufalito dice ai suoi giocatori di abbandonare il campo. Caos. Partita sospesa per un quarto d’ora. Rientrano in campo e Brahim Diaz va sul dischetto. E lo tira così: Diaz oggi è accusato di averlo sbagliato apposta, il rigore. Dopo 23 minuti di recupero, la partita va ai supplementari. Al quarto minuto del primo tempo supplementare Pape Gueye segna il gol che decide il torneo. Vince il Senegal. Il presidente della Fifa Gianni Infantino, che ha premiato i vincitori tra mille sorrisi, a distanza di ore ha attaccato il Senegal con una nota: «Purtroppo abbiamo assistito a scene inaccettabili sul campo e sugli spalti: condanniamo fermamente il comportamento di alcuni ‘tifosi’, nonché di alcuni giocatori senegalesi e membri dello staff tecnico. È inaccettabile abbandonare il campo di gioco in questo modo e – allo stesso modo – la violenza non può essere tollerata nel nostro sport, semplicemente non è giusto Dobbiamo sempre rispettare le decisioni prese dagli arbitri dentro e fuori dal campo di gioco. Le squadre devono competere sul campo e nel rispetto delle regole del gioco, perché qualsiasi comportamento contrario mette a rischio l’essenza stessa del calcio», ha spiegato Infantino.

Amedeo Liris

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