«La morte di Yassin Mirzaei, che aveva studiato in Italia ed è stato ucciso durante le proteste contro il regime, è solo uno dei simboli della repressione in atto in Iran. Oggi emergono testimonianze ancora più sconvolgenti, i medici iraniani raccontano che le forze di sicurezza sparano agli occhi dei manifestanti con l’obiettivo di renderli ciechi. Siamo di fronte a un massacro sistematico: alcune stime parlano di migliaia di morti, ma il blocco di internet impedisce ai manifestanti di organizzarsi e al mondo esterno di avere una misura di ciò che sta succedendo. Bene la convocazione dell’ambasciatore iraniano alla Farnesina, ma non basta.» Lo dichiara la deputata di Azione Federica Onori, segretaria della Commissione esteri.
«Chiediamo al ministro Tajani di farsi promotore di un’iniziativa politica forte e coordinata che aumenti la pressione diplomatica sul regime iraniano e rafforzi i meccanismi di protezione internazionale per i manifestanti non violenti, per esempio offrendo rifugio presso la nostra ambasciata a Teheran. Di fronte a crimini di questa portata, inoltre, è legittimo interrogarsi sull’efficacia del sistema multilaterale. Se oggi, di fronte al silenzio e all’inerzia della comunità internazionale, qualcuno arriva a evocare Trump come possibile liberatore è il segno di un fallimento collettivo di cui dobbiamo assumerci la responsabilità», conclude Onori.



