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Home Economía

«Basta buttare soldi». La fine del sogno elettrico: Ford svaluta, costerà 20 miliardi

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
11 de enero de 2026
in Economía
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«Basta buttare soldi». La fine del sogno elettrico: Ford svaluta, costerà 20 miliardi
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Ford frena sull’auto elettrica e mette a bilancio una delle più imponenti svalutazioni della sua storia recente. Il gruppo di Dearborn registrerà 19,5 miliardi di dollari di oneri straordinari legati alla profonda riorganizzazione della propria divisione EV, dopo anni di difficoltà nel rendere profittevole questo segmento. La maggior parte delle rettifiche sarà contabilizzata nel quarto trimestre. Lo riferisce Bloomberg, citando una nota diffusa dalla società. Il cambio di strategia è radicale. Ford cancella lo sviluppo di un pick-up elettrico della famiglia F-Series, rivede al ribasso la capacità produttiva delle batterie e sposta il baricentro industriale verso modelli a benzina, ibridi ed elettrici a autonomia estesa. Anche l’iconico F-150 Lightning, simbolo della scommessa EV del gruppo, verrà trasformato in una versione ibrida a lunga autonomia. Secondo il management, la decisione certifica un errore di valutazione a monte: troppa capacità produttiva sulle batterie e investimenti su grandi veicoli elettrici destinati a bruciare cassa. Un problema che, sempre secondo Bloomberg, rischia di aggravarsi con il cambio di clima politico negli Stati Uniti e con lo smantellamento di una parte delle politiche pro-EV dell’amministrazione Biden da parte del presidente Donald Trump. Nonostante le svalutazioni, Ford punta a rendere profittevole la divisione elettrica entro il 2029. L’unità ha chiuso lo scorso anno con perdite per 5,1 miliardi di dollari e il 2025 potrebbe essere ancora più difficile. «Non aveva senso continuare a investire miliardi in prodotti che sapevamo non avrebbero mai generato utili», ha spiegato l’amministratore delegato Jim Farley in un’intervista a Bloomberg TV. Il gruppo ha però rivisto al rialzo le stime di utile operativo per il 2025, portandole a 7 miliardi di dollari contro una forchetta precedente compresa tra 6 e 6,5 miliardi, grazie alla riduzione dei costi e alla focalizzazione su veicoli più redditizi. Il mercato ha accolto positivamente la notizia: il titolo Ford è salito dell’1% nel trading after-hours, con un progresso complessivo del 38% dall’inizio dell’anno. Un altro pilastro della nuova strategia riguarda le batterie per l’accumulo energetico. Ford convertirà impianti nati per l’auto elettrica alla produzione di celle destinate alla rete, un mercato in forte espansione trainato dai data center per l’intelligenza artificiale e dagli investimenti sulle infrastrutture elettriche. In Kentucky, lo stabilimento di Glendale sarà fermato e sottoposto a una riconversione da 2 miliardi di dollari: durante i lavori verranno licenziati 1.600 addetti, ma il gruppo prevede di assumere oltre 2.100 persone quando l’impianto riaprirà nel 2027 per sostenere il business dello storage. Dopo la rottura della joint venture con il coreano SK On, Ford prenderà il controllo diretto di alcuni impianti e produrrà batterie LFP a basso costo su licenza della cinese CATL, destinate esclusivamente allo stoccaggio di energia. Anche il sito di Marshall, in Michigan, sarà orientato in questa direzione, oltre a supportare una nuova generazione di piccoli EV più economici attesi dal 2027. Parallelamente, il gruppo rafforza la scommessa su benzina e ibrido. Il nuovo stabilimento di Stanton, in Tennessee – il primo impianto di assemblaggio Ford costruito negli Stati Uniti da mezzo secolo – produrrà camion tradizionali anziché pick-up elettrici. L’avvio è stato rinviato al 2029. Farley ha comunque assicurato che Ford intende competere con i produttori cinesi, come BYD, con una gamma di EV più accessibili, a partire da circa 30.000 dollari. Nel complesso, l’azienda prevede che entro il 2030 metà delle vendite globali deriverà da ibridi, elettrici a autonomia estesa ed EV puri, rispetto al 17% attuale. «Sono decisioni difficili, ma pensate per creare valore nel lungo periodo», ha spiegato il responsabile della divisione elettrica Andrew Frick, sottolineando che le risorse verranno riallocate verso le aree con maggiori ritorni attesi.

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