Gazzettino Italiano Patagónico
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
Gazzettino Italiano Patagónico
No Result
View All Result
Home Mundo

La guerra a Gaza ha quasi completamente cancellato il diritto di essere bambini

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
10 de enero de 2026
in Mundo
0
La guerra a Gaza ha quasi completamente cancellato il diritto di essere bambini
19.5k
SHARES
19.5k
VIEWS
Ho condiviso su FacebookHo condiviso su Twitter

Bambini con anni di scuola arretrati, troppo deboli per studiare se anche ne avessero di nuovo la possibilità, con lo stomaco vuoto e la convinzione che saranno uccisi «perché gazawi». Un rapporto redatto dall’Università di Cambridge analizza per la prima volta la situazione educativa dell’intero popolo palestinese dal 7 ottobre 2023, e conclude che, a Gaza, a prescindere dal cessate il fuoco, l’invasione dell’esercito israeliano ha quasi del tutto cancellato il diritto allo studio, e persino l’identità stessa, dei bambini. Oltre a smantellare il sistema scolastico, i luoghi e la regolarità delle lezioni, le violenze, i lutti, la fame, l’assenza di sistemazioni stabili e il trauma psicologico della guerra hanno cancellato le attività considerate normali durante l’infanzia. Come il gioco: l’analisi descrive bambini esausti ai quali viene chiesto di non giocare per risparmiare energie, e la cui fiducia – nel futuro, nella pace e nel rispetto dei più basilari diritti umani – è svanita. Senza interventi urgenti a sostegno dell’infanzia, la combinazione di povertà educativa, fisica e psicologica rischia di creare, a Gaza, una «generazione perduta». Lo studio, condotto dal REAL Centre and the Centre for Lebanese Studies dell’ateneo britannico, in collaborazione con l’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente, ha raccolto dati da fonti ONU, ong e associazioni di volontariato, da enti governativi e da semplici cittadini (insegnanti e studenti), arrivando a stimare che i bambini di Gaza hanno perso l’equivalente di 5 anni di scuola dal 2020 a oggi, a causa prima della pandemia e poi della guerra. Se alle perdite effettive si aggiungono gli effetti, sull’apprendimento, di fame e malnutrizione acuta – 13.000 bambini a Gaza sono stati curati per malnutrizione acuta da ottobre 2025 a oggi – si calcola che, se le scuole resteranno chiuse fino a settembre 2027, molti adolescenti avranno accumulato un intero decennio di arretrati nell’istruzione rispetto ai coetanei. Il rapporto descrive minori impauriti da tutto, e genitori che si chiedono che senso abbia preoccuparsi dell’istruzione dei figli, se i piccoli sono destinati a morire di fame. Fuori dalla Striscia, in Cisgiordania e a Gerusalemme est, sgomberi, chiusure forzate delle scuole, arresti e uccisioni di studenti e insegnanti hanno provocato l’equivalente della perdita di 2,5 anni di istruzione. Insegnanti demoralizzati e privi di risorse lavorano incessantemente per garantire una parvenza di istruzione a bambini e ragazzi palestinesi, ma bisognerebbe assumerne a migliaia per sostituire quelli deceduti o sfollati o per supplire alle carenze registrate. Molti di questi educatori si impegnano giorno e notte, da due anni per assicurare una sorta di normalità nel percorso scolastico dei minori, senza un giorno di riposo e senza essere sostenuti da cibo a sufficienza. In questo contesto, la riapertura in tempi record delle scuole e degli esami di fine anno dopo il cessate il fuoco sono da considerarsi «piccoli miracoli». Ma bisogna ricordare che la salute del sistema scolastico palestinese non può essere posposta a dopo la ricostruzione, perché è un elemento di stabilità e di pace necessario e mancante. Scrivono gli autori dello studio: «Un anno fa l’istruzione era sotto attacco, oggi le vite dei bambini sono sull’orlo di una rottura completa. I palestinesi hanno mostrato un desiderio straordinario di istruzione durante questa guerra terribile, ma la perdita di fiducia e di speranza che i giovani stanno esprimendo dovrebbero essere un enorme campanello di allarme per la comunità internazionale. Dobbiamo fare di più per supportarli. Non possiamo attendere oltre».

Elisabetta Intini

Ho condiviso l'articolo

  • Haz clic para compartir en Facebook (Se abre en una ventana nueva) Facebook
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en LinkedIn (Se abre en una ventana nueva) LinkedIn
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en WhatsApp (Se abre en una ventana nueva) WhatsApp

Me gusta esto:

Me gusta Cargando...
Previous Post

Che cosa sono i price glitch, gli errori di prezzo

Next Post

Stazione Spaziale, la prima volta di un rientro anticipato: «Problema medico complesso»

Next Post
Stazione Spaziale, la prima volta di un rientro anticipato: «Problema medico complesso»

Stazione Spaziale, la prima volta di un rientro anticipato: "Problema medico complesso"

Gazzettino Italiano Patagónico

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

Gazzettino Italiano Patagonico

  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

Compartí el Gazzettino

No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

%d