La protezione del pianeta, l’esplorazione spaziale, l’autonomia europea nell’accesso allo Spazio, la crescita e la competitività e, infine, l’ispirazione: sono questi i 5 pilastri su cui si baserà l’attività dell’Agenzia spaziale europea (Esa) nel 2026. Lo ha reso noto il direttore generale Josef Aschbacher durante la prima conferenza dell’anno, a Parigi. Confermate quasi tutte le collaborazioni con la Nasa, soprattutto quella del programma Artemis per tornare sulla Luna. Per quanto riguarda l’esplorazione spaziale, infatti, Aschbacher segnala che in essere ci sono attualmente 15 missioni, mentre 12 sono in preparazione. Massima attenzione al modulo di servizio europeo per il ritorno sulla Luna, previsto nell’ambito del programma Artemis guidato dalla Nasa. «C’è un forte impegno sia europeo che statunitense per Artemis», spiegano dall’Esa rispondendo a chi chiedeva conto dell’impatto dei tagli operati dall’amministrazione di Donald Trump al budget della Nasa. «Anche per il Gateway- sottolinea Aschbacher- lavoriamo gomito a gomito con la Nasa». Ancora nessun nome per gli astronauti europei, di cui uno italiano, che comporranno l’equipaggio di una delle missioni Artemis in direzione della Luna. Niente da fare, invece, per Mars sample return, la missione che avrebbe dovuto portare sulla Terra dei campioni di terra marziana: i tagli l’hanno affossata. «Riorganizzeremo il nostro contributo alla missione verso altro, per future missioni sempre verso Marte», dicono. Sono invece confermati i contributi per il rover Rosalind Franklin di ExoMars, atteso per il 2028. Il 2026 sarà anche l’anno in cui la missione Bepi Colombo arriverà su Mercurio. Sul fronte dell’osservazione della Terra, l’Esa segnala che i satelliti lanciati nel 2025 sono stati 22, nel 2026 saranno 48 di cui 33 appartenenti alla ‘costellazione di costellazioni’ Iride, nata in Italia. Sempre in Italia, in Sicilia, inizierà l’attività del telescopio Flyeye 1, primo elemento di una rete internazionale per osservare il cielo e potenziali pericoli. È inoltre previsto, nel 2026, l’arrivo in prossimità dell’asteroide Didymos della missione Hera per studiare l’impatto sul corpo celeste della missione Dart della Nasa. È poi atteso il rientro sulla Terra dei satelliti 3 e 4 della missione Cluster. L’accesso allo Spazio dell’Europa passerà attraverso i lanciatori Ariane 6 e l’italiano Vega C, di cui non sono ancora disponibili numeri di lanci previsti e date. Attesa per il primo lancio di Ariane 64. È confermato che ci sarà il primo test generale di caduta dello Space rider. Nel 2026 al via anche la missione Celeste, il programma Leo-Pnt dell’Agenzia spaziale europea che affiancherà Galileo, mentre Ers verrà implementato. Aschbacher ha poi ricordato il budget da record approvato per le attività dell’Esa in questo triennio da parte dei Paesi membri, pari a 22,3 miliardi di euro. I posti di lavoro legati all’economia dello Spazio sono stati 260mila, mentre l’impatto sul pil europeo è stato pari a 28 miliardi di euro. L’investimento annunciato per il settore Spazio dalla TechEU Lending Facility, un’iniziativa della Banca Europea per gli Investimenti, è da 500 milioni. «L’Esa- conclude Aschbacher- punta a essere partner internazionale affidabile, coltivando collaborazioni in tutto il mondo».
Antonella Salini



