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Home Cultura

CONNESSIONE AMAZZONICA:NEIDSON FREITAS LONGATO E IL MISTERO DEGLI OSSERVATORI

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
4 de enero de 2026
in Cultura
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CONEXÃO AMAZÔNICA: NEIDSON FREITAS LONGATO E O MISTÉRIO DOS OBSERVADORES
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UN VIAGGIO NEL CUORE DELLA FORESTA AMAZZONICA, DOVE LA REALTÀ E LA FANTASIA SI INCONTRANO

Neidson Freitas Longato, uno degli scrittori più affascinanti della letteratura brasiliana contemporanea, ci invita a un viaggio nel cuore della foresta amazzonica, dove la realtà e la fantasia si incontrano in un turbinio di emozioni e di misteri. Nato a Manaus, Longato è discendente di immigrati italiani «veneti» arrivati in Brasile all’inizio del XX secolo. Con una formazione accademica in Amministrazione e Diritto, Longato è un vero e proprio CITTADINO DEL MONDO, con esperienze in diversi paesi del Sud dell’Asia e dell’America del Nord. Il suo talento è un mix tra tradizione italiana e l’esuberanza della foresta amazzonica.Con la sua opera «Gli osservatori – La rivelazione», Longato ci porta in un mondo dove gli UFO, la filosofia e il folklore amazzonico si mescolano in un racconto avvincente e profondo.

*Siete pronti a scoprire i segreti dell’Amazzonia?*

Continuate a leggere e scoprite l’intervista esclusiva con Neidson Freitas Longato, in cui ci racconta la sua ispirazione, le sue passioni e le sue visioni per il futuro.

Com’è stata l’esperienza di trasformare la sua passione per i misteri e le culture in un’opera letteraria che unisce il folklore amazzonico a temi come gli UFO e la filosofia?

È stata un’esperienza incredibile e finora molto gratificante poter raccontare questa storia che unisce fatti reali, folklore amazzonico, fantascienza e filosofia. Partendo da una realtà marcante vissuta da me, ho immaginato come sarebbe stato se avessi aggiunto a tali fatti un po’ di folklore amazzonico e una buona dose di fantascienza, esplorando tutto da un punto di vista filosofico che unisse la narrativa intorno a un obiettivo chiaro e umano, che nell’opera è rappresentato dalla nostra insistente ricerca della comprensione di quale sarebbe la nostra missione su questo pianeta. Così è nato Gli osservatori – La rivelazione.

L’ispirazione per il titolo «Gli osservatori – La rivelazione» viene da qualche esperienza personale o è una metafora per qualcosa di più grande?

Il titolo dell’opera, composto da due parti, ha a che fare con gli elementi principali della narrativa e denota la possibilità, lasciata aperta nella stessa opera, che nuove narrazioni, con storie vissute dallo stesso gruppo di personaggi, siano lanciate in un futuro prossimo.

Lei ha vissuto in diversi paesi e ha assorbito diverse culture. Come queste esperienze hanno influenzato la costruzione dell’universo e dei personaggi in «Gli osservatori»?

Conoscere altri paesi e altre culture è servito a me come un pallone di prova che mi ha permesso di osservare e capire che le maggiori e più profonde questioni e dubbi umani, nonostante piccole variazioni di aggiustamento, sono sempre gli stessi indipendentemente dagli aspetti religiosi, economici e sociali di queste diverse culture e nazioni, come a confermare che noi tutti ci originano da un unico tronco umano.

L’Amazzonia è un scenario ricco di misteri e leggende. Come equilibra la rappresentazione della cultura locale con elementi di fantascienza e mistero nella sua opera?

La mia maggiore preoccupazione è stata sempre quella di non esagerare, né verso il lato del leggendario popolare, né verso il lato della fantascienza. Quindi, oltre alle dettagliate descrizioni di fatti amazzonici, come luoghi, cucina e costumi popolari, ho dovuto scegliere, tra i molti miti e leggende dell’Amazzonia, uno che si adattasse perfettamente alla narrativa che, dai fatti reali di avvistamenti di UFO, ha sempre avuto forti appelli di fantascienza. Così, mi sono concentrato sulla figura del Mapinguari che può essere perfettamente combinato con alieni, chupacabra, piedi grandi e altri elementi molto comuni in racconti di leggende e di fantascienza e sempre molto ricchi nel quesito mistero.

Come vede la relazione tra la fantascienza e la realtà nella sua opera? C’è qualche elemento che crede possa diventare realtà in futuro?

Come ci dice bene Mikael nella stessa opera, la fantascienza è solo una realtà che non è ancora accaduta, o che è accaduta e non abbiamo ancora potuto confermare. In questo senso, quindi, ci starebbe qualsiasi cosa, dalle narrazioni più fantastiche di Riccardo, alle riflessioni più profonde di Mikael.

L’Amazzonia è un personaggio importante nella sua opera. Cosa vuole che i lettori capiscano l’importanza di questa regione per l’umanità?

Che capiscano che c’è un’importanza e che questa importanza, per la sua stessa grandezza, non può essere sottovalutata. Inoltre, se cose soprannaturali, o anche visite di esseri extraterrestri, potessero accadere su questo pianeta, in quale luogo sarebbe più propicio che tali cose accadessero se non nella vastità quasi inesplorata dell’Amazzonia?

Il titolo «Gli osservatori – La rivelazione» suggerisce una connessione tra l’ignoto e la realtà. Cosa vuole che i lettori portino con sé dopo aver finito la lettura?

Primo, spero che capiscano la mia visione del mondo, che è quella di sempre mettere in discussione profondamente per poter comprendere, prima di accettare qualsiasi verità. Secondo, che mantengano la mente sempre aperta alle infinite possibilità, come ci insegna bene la meccanica quantistica, perché tutto è possibile fino a quando non lo è più.

Qual è la sua aspettativa riguardo alla ricezione dell’opera da parte del pubblico e della critica? Crede che «Gli osservatori» possa aprire porte a una nuova forma di narrativa in Brasile?

Finora la ricezione è stata molto buona, nonostante sia una lettura che richiede molta attenzione e riflessione, ed è stata pianificata e scritta con questo scopo: che il lettore pensi e rifletta, mentre naviga in una narrativa ricca di elementi filosofici di tutte le epoche e che porta con sé un po’ delle leggende e del folklore dell’Amazzonia, associati agli elementi moderni di fantascienza. Spero, quindi, che questa opera possa sommarsi all’insieme delle opere letterarie che esplorano il genere fantascienza in Brasile.

L’AUTORE IN ITALIA NEL 2027

Longato annuncia che nel 2027 sarà in Italia per promuovere la sua opera e condividere con il pubblico italiano la sua visione del mondo. «Sono entusiasta di portare ‘Gli osservatori – La rivelazione’ in Italia e di incontrare i lettori che condividono la mia passione per la fantascienza e il folklore amazzonico», ha dichiarato l’autore.

Seguite il suo Instagram  per rimanere aggiornati sulle TAPPE IN ITALIA NEL 2027.

https://www.instagram.com/nfl_escritor_amazonense

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Luoghi: Brescia, Milano, Verona e Venezia.

Eventi: Presentazioni del libro, incontri con l’autore e conferenze

SANDRA BANDEIRA NOLLI

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