«Le dichiarazioni di tal Giovanni Barbera e altri contro il presidente del Senato Ignazio La Russa rappresentano l’ennesimo tentativo di trasformare il confronto politico in una polemica ideologica fuori dal tempo. Il Movimento Sociale Italiano è stato, per oltre cinquant’anni, una forza della destra parlamentare italiana che ha operato sempre all’interno dell’arco costituzionale, partecipando alla vita democratica del Paese, votando le leggi della Repubblica, contribuendo all’elezione dei Presidenti della Repubblica e rispettando senza ambiguità la Costituzione. È un dato storico, non un’opinione, che il MSI abbia svolto il proprio ruolo nelle istituzioni repubblicane con piena legittimità democratica, arrivando persino a indicare personalità di altissimo profilo morale e civile come Paolo Borsellino per la Presidenza della Repubblica. Parlare oggi di ‘attacco alla Costituzione’ significa ignorare volutamente questa realtà o piegarla a una lettura strumentale. Barbera farebbe bene a riflettere due volte prima di chiamare impropriamente in causa il Presidente della Repubblica, che non può e non deve essere trascinato in polemiche di parte. Il rispetto delle istituzioni passa anche dal saper distinguere il dissenso politico, che è il sale della democrazia, da battaglie ideologiche anacronistiche che avvelenano il dibattito politico. È inaccettabile l’atteggiamento di chi si erge a paladino delle libertà costituzionali ma, nei fatti, vorrebbe negare la libertà di espressione politica e culturale a chi ha idee diverse e ha ottenuto consenso democratico alle urne. La Costituzione tutela il pluralismo, non l’egemonia ideologica di una parte sola. E il Movimento Sociale Italiano, con buona pace di chi ancora conserva nel simbolo la falce e il martello, emblema di un’ideologia che continua a mietere vittime nel mondo, è un partito che ha partecipato a pieno titolo alla storia della Repubblica italiana e che merita di essere celebrato».



