«Un altro attacco russo è ancora in corso: da ieri sera sono stati lanciati quasi 500 droni – un gran numero di «shahed» – e 40 missili, tra cui i Kinzhal. L’obiettivo principale è Kiev: impianti energetici e infrastrutture civili. Purtroppo, ci sono stati colpi e normali edifici residenziali sono stati danneggiati. I soccorritori stanno cercando una persona intrappolata sotto le macerie di uno di essi. In alcuni quartieri della capitale e della regione, elettricità e riscaldamento sono attualmente fuori servizio. Sono in corso le operazioni antincendio. Le squadre di riparazione hanno già iniziato a lavorare in alcuni impianti energetici; in altri, il personale rimane nei rifugi e i soccorritori e le squadre di riparazione inizieranno a lavorare non appena cesseranno gli allarmi antiaerei». Lo scrive sui social il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
«Ci sono state molte domande negli ultimi giorni- aggiunge-: qual è la risposta della Russia alle proposte di porre fine alla guerra avanzate dagli Stati Uniti e dal mondo? I rappresentanti russi si impegnano in lunghi colloqui, ma in realtà sono i Kinzhal e gli ‘shahed’ a parlare per loro. Questo è il vero atteggiamento di Putin e della sua cerchia ristretta. Non vogliono porre fine alla guerra e cercano di sfruttare ogni opportunità per causare all’Ucraina sofferenze ancora maggiori e aumentare la pressione sugli altri paesi del mondo. E questo significa che la pressione in risposta è ancora insufficiente. Se la Russia trasforma persino il periodo di Natale e Capodanno in un periodo di case distrutte e appartamenti bruciati, di centrali elettriche in rovina, allora a questa attività nefasta si potrà rispondere solo con misure davvero forti. Gli Stati Uniti hanno questa capacità. L’Europa ha questa capacità. Molti dei nostri partner hanno questa capacità. La chiave è usarla».
«È altrettanto importante continuare a sostenere la difesa dell’Ucraina, la nostra protezione della vita. Le forniture per la difesa aerea devono essere sufficienti e tempestive, soprattutto ora, quando ne abbiamo più bisogno. Non ci devono essere ritardi nella protezione delle vite. Ringrazio ogni leader e ogni Paese che sta contribuendo in questo senso. Naturalmente, non ridurremo i nostri sforzi diplomatici. Ma la diplomazia non funzionerà senza sicurezza. La sicurezza deve essere garantita dalle potenze più forti del mondo, e ne discuteremo in particolare oggi e domani con i leader europei, con il Primo Ministro del Canada e con il Presidente degli Stati Uniti. Ringrazio tutti coloro che stanno dalla parte dell’Ucraina!», scrive sui social il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Prima dell’incontro previsto per domani a Mar-a-Lago con il presidente Trump, oggi il presidente ucraino parteciperà ad una call con i leader europei, tra questi anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Vittorio Di Mambro Rossetti



