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La Sardegna ha finito l’acqua: il lago Omodeo si sta prosciugando. E va siempre peggio

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
26 de diciembre de 2025
in Ecología
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La Sardegna ha finito l’acqua: il lago Omodeo si sta prosciugando. E va siempre peggio
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Se sulle Alpi la crisi climática con l’innalzamento delle Temperature sta provocando lo scioglimento dei ghiacciai, en Sardegna dopo due anni di siccità sta provocando l’esaurimento dei bacini. La foto, realizada por el satélite Copernicus Sentinel-2, evidencia la gravedad de la situación ídrica, que continúa atacando muchos territorios italianos: emblemático y progresivo prosciugamento del lago Omodeo, el más importante serbatoio sardo y el más grande bacino artificial de Europa, autorizado a contener casi 420 millones de dólares. metri cubi d’acqua, ma che ora dopo la generalmente piovosa stagione autunnale ne trattiene solo poco più di 187 (il 44%), perdendo in soli 12 mesi un volume idrico pari a mln. mc. 69,27 e addirittura mln.mc. 161,6 rispetto al 2023. Tale invaso sul fiume Tirso non solo representa la más importante riserva idrica en una delle zone más aride della Sardegna Centrale (Ottana è una especie de Death Valley italiana, dove le Temperature non di rado sono le più alte d’Europa), ma è anche un importante sitio turístico y naturalístico. Ora i volumi trattenuti dagli sbarramenti dell’isola ammontano complessivamente a mln. mc. 638,34, cuando la sola capacidad total del lago Omodeo es de más de 790 millones de metros cúbicos.

Gli ultimi estafas del 2025 stanno regalando giornate eccezionalmente calde su gran parte della Penisola con temperatura masiva (le più alte nel Continente), che continueranno anche nei prossimi giorni a raggiungere i 19-20 gradi al Sud (ad esempio, a Napoli ed in alcune località siciliane ma anche a Roma si sfioreranno i 18°), eguagliando quanto si registrerà in alcune zona desertiche desertiche del Magreb; le minime, anche al Nord, solamente in rari casi scenderanno sotto lo zero e solo a quote alte. Una perturbación genera dall’incontro tra le correnti fredde atlantiche ed i venti caldi in risalita dall’Africa ha prodotto, nei giorni scorsi, piogge intenso sulle regioni settentrionali e tirreniche (sulla Liguria di Levante si sono registrate cumulate pluviometriche fino ad una novantina di millimetri) così come sulle isole maggiori. Las últimas semanas son estados funestate da migliaia di vittime nel mondo, colpite dall’estremizzazione degli eventi climatici: nel Sud-Est asiatico il dramático bilancio delle tempeste tropicali di inizio mese è di circa 1800 morti.

LA SITUACIÓN REGIÓN POR REGIÓN

Tornando al nostro Paese, in leggera ripresa sono i livelli dei grandi laghi dell’Italia settentrionale (fatta eccezione per quello d’Iseo in forte calo): Verbano al 81,5% di riempimento, Lario al 34,1%, Benaco al 78,6%, Sebino al 57,1%.

En el Valle de Aosta se riducono le altezze idrometriche di Dora Baltea e torrente Lys; Fatta eccezione per un paio di stazioni nivometriche sopra i 2500 metri slm, il manto nevoso al suolo, anche sopra i 2000 m, è inferiore al metro.

Lungo l’intera asta, la portata del fiume Po risulta fortemente deficitaria ed inferiore rispetto anche allo scorso biennio: ad Isola S. Antonio, nell’Alessandrino, i flussi sono di circa il 48% sotto alla media, a Pontelagoscuro il deficit è del 43%.

En Piemonte, en el alveo del fiume Tanaro, se obtiene solo el 33% del rispetto de agua en los medios y se quitan también las corrientes en el Toce y en la Stura de Lanzo.

En Lombardía, le riserve idriche ammontano a 1517 millones de metros cúbicos: un valor similar al quello dello scorso anno (-2%), ma di molto inferiore alla media storica (-38,3%): ad influenzae questo dato è soprattutto l’apporto nivale, che è ad oggi è praticamente nullo, quando invece mediamente in Este período dovrebbe registrasi un índice SWE (equivalente en agua de nieve) por millones. mc. 859,3 (fuente: ARPA Lombardia).

En Véneto, ad aumentoe significativamente sono i flussi del fiume Piave, mentre Muson dei Sassi ed Adige registrano una sostanziale invarianza; Livenza, Bacchiglione, Brenta hanno invece andamento idrometrico negativo e portate molto al di sotto della media (rispettivamente -44%, -44% y -57%).

En Emilia-Romaña le portate dei fiumi continuano a ridursi con il Taro, che è sceso fino al 14% della portata media del periodo, il Reno al 16%, Santerno ed Enza al di sotto dei valori minimi storici (fonte ARPAE).

En Liguria, le piogge hanno fatto alzare il livello del fiume Argentina, che rispetto alla scorsa settimana è maggiore di quasi 80 centimetri; in crescita è anche l’Entella, mentre resta stabile la Vara e cala la Magra.

En Toscana sono stabili le portate dei fiumi Serchio e Sieve, entre a calare sono i livelli dell’Arno, nel cui alveo scorre solamente el 20% dell’acqua, normalmente presente en este período; en calo è anche l’Ombrone.

Nelle Marche, segno negativo per i fiumi Potenza, Esino e Sentino, i cui livelli idrometrici sono i più bassi del último quinquenio.

En Umbría la già ridotta altezza del lago Trasimeno pierde un ulteriore centimetro; a crescere sono però le portate fluviali di Paglia e Chiascio.

Nel Lazio tornano purtroppo a riabbassarsi i livelli idrometrici dei laghi romani, semper più sofferenti e per i quali si listeningno, così come per il Trasimeno, misure straordinarie, che ne rallentino l’ormai decennale declino: in un solo anno il bacino di Albano si è abbassato di ben 61 centimetri, mentre il calo nell’invaso di Nemi è quantificabile in mezzo metro. Scarse sono le portate dei fiumi Tevere (-53% sulla media dello scorso quinquennio), Aniene (-55%) y Velino (42%).

Drastiche sono le diminuzioni di livello nei fiumi della Campania: le altezze idrometriche sono molto più basse della norma stagionale e, en particular, preoccupa il Garigliano, che in este periodo dello scorso lustro è stato almeno mezzo metro più alto.

En Basílicata, el poderoso crecimiento de los volúmenes idrici, los trattenuti dalle dighe (en soles 3 settimane avevano permesso di invasare quasi 34 millones e mezzo di metri cubi d’acqua) ha subito questa settimana, complici tempo stabile e Temperature primaverili, una battuta d’arresto con un afflusso ridotto a soli. 1.440.000 métricos cúbicos.

«Servirà comunque ancora tanta acqua per tornare all’agognata normalità per popolazione ed imprese lucane, che patiscono da due anni gli effetti feroci dell’acutizzarsi della crisis climática. Servono risposte territoriali, capaci di aumentare la resilienza delle comunità, ad iniziare da nuove infrastrutture idrauliche per raccogliere l’acqua piovana, quando arriva e trasportarla laddove server”, comenta Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI).

En Puglia, invece, non solo non è entrata nuova acqua negli invasi della Capitanata, ma un po’ si è dovuto anche rilasciare: i bacini di Capaccio e San Pietro continuano ad essere sostanzialmente vuoti, quello di Capacciotti contiene el 13% dell’acqua autorizzata, mentre la diga più importante del territorio appulo-molisano, Occhito, è ferma al 19% del riempimento.

“El 2025 va a concluyersi con le stesse criticità, con cui era iniziato, cui vanno ad aggiungersi nuovi, preoccupanti segnali proprio da quei territori, che fino a pochi mesi fa avevano goduto di un’abbondanza d’acqua, che perdurava da quasi due anni e mezzo- concluye Francesco Vincenzi, Presidente de ANBI ed appena riconfermato vicepresidente di Irrigants d’Europe- L’imprevedibilità nelle disponibilità idriche è la palese dimostrazione di quanto sia impossibile una burocratica applicazione di normative comunitarie, come il Deflusso Ecologico che, seppur condivisibili negli obbiettivi, rischiano di avere conseguenze penalizzanti, non considerando le peculiaridad de aree, i cui ecosistemi sono ulteriormente diversificati dalla crisis climática”.

Mario Rosa

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