La comunità straniera statisticamente più rappresentata in Italia è quella romena: 1,73 milioni di residenti al 1° gennaio 2024. Lo rivela il Rapporto Cnel sull’immigrazione 2025 ‘Conoscere per includere’, presentato oggi a Villa Lubin, in occasione della Giornata internazionale dei migranti.
Tuttavia, come prosegue lo studio, dopo la fase esplosiva legata all’ingresso nell’Ue, i cittadini romeni residenti in Italia scendono nell’ultimo decennio per effetto dell’acquisizione della nostra cittadinanza, ma al tempo stesso si contrae anche lo stock di residenti che risultano essere nati in Romania.
Diversa è invece la dinamica messa in luce da altre due importanti comunità insediate da tempo nel nostro Paese: quella albanese e quella marocchina, rispettivamente con 416mila e 412mila residenti al 1° gennaio 2024. Per entrambe si assiste nell’ultimo decennio al sorpasso dei nati nei rispettivi paesi sul corrispondente numero di cittadini residenti in Italia. Un effetto che si deve chiaramente all’azione dominante delle acquisizioni di cittadinanza italiana.
Qualcosa di simile, si rileva in corrispondenza della comunità moldava, con 103mila residenti al 1° gennaio 2024. Manifestazioni di crescita alimentata da flussi continui si osservano sia per un paese che ha conquistato da poco posizioni rilevanti nel nostro panorama migratorio, come il Bangladesh (193 mila residenti al 1° gennaio 2024), sia per una realtà come quella cinese (309 mila residenti) che è attiva da lungo tempo, ma mantiene una sua identità e appare meno coinvolta nel percorso di transizione alla cittadinanza italiana
Dal report del Cnel emerge anche che la distribuzione della popolazione straniera è fortemente asimmetrica, con una concentrazione schiacciante nelle regioni settentrionali e centrali del Paese. In termini di quota sul totale della popolazione straniera, la Lombardia è la regione che ospita la percentuale più alta di residenti stranieri (22,9%), seguita da Lazio (12,2%) ed Emilia-Romagna (10,7%).
Se si analizza l’incidenza degli stranieri sulla popolazione totale regionale (italiani e stranieri), si osserva come l’Emilia-Romagna presenti l’incidenza più alta (12,6%). Seguono Toscana (11,6%) e Lazio (11,3%). All’opposto, le regioni del Sud e delle Isole mostrano percentuali sensibilmente inferiori, sia in termini di quota percentuale di stranieri sul totale nazionale, sia della loro incidenza sulla popolazione residente in loco.
Matilde Carraro



