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Le terapie contro il cancro funzionano meglio se adattate ai ritmi naturali del corpo

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
18 de diciembre de 2025
in Salud
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Le terapie contro il cancro funzionano meglio se adattate ai ritmi naturali del corpo
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C’è un tempo giusto per ogni cosa. Anche nelle terapie contro il cancro: secondo una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Cancer, eseguire le immunoterapie al mattino, quando le cellule immunitarie sono più attive, potrebbe migliorare la loro efficacia. Lo studio potrebbe suggerire una strategia a basso costo e facilmente implementabile per migliorare i risultati delle cure oncologiche.

Tenere d’occhio l’orologio (biologico)

Le cellule variano le loro attività, come quelle di divisione e riparazione, nell’arco delle 24 ore, seguendo i ritmi circadiani. Anche molti processi biologici, come l’infiammazione o il rilascio di ormoni, sono sincronizzati all’orologio biologico. Questi cicli però risultano alterati nelle cellule cancerose: è stato per esempio dimostrato che le cellule che originano le metastasi di tumore al seno sono più attive e aggressive di notte.  Un gruppo di scienziati della Central South University di Changsha, in Cina, ha pensato di sfruttare queste peculiarità delle cellule per potenziare un tipo di immunoterapia usata contro il cancro al polmone. I farmaci inibitori dei checkpoint immunitari, anticorpi che tolgono i freni al sistema immunitario, impedendo alle cellule tumorali di frenare la risposta antitumorale dei globuli bianchi, potenziano l’azione dei linfociti T, cellule che sono naturalmente più attive al mattino. Somministrare questo tipo di terapie nelle prime ore del giorno potrebbe quindi aumentare la loro efficacia contro il cancro.

Il mattino ha l’oro in bocca

Già qualche mese fa, il team di scienziati cinesi aveva dimostrato che somministrare una di queste immunoterapie, il pembrolizumab, insieme alla chemioterapia a pazienti con forme avanzate di carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), la forma più comune di tumore al polmone, prima delle 11:30 del mattino era associato a un tasso di sopravvivenza quasi doppio rispetto a un regime di trattamento pomeridiano. Ora i ricercatori hanno provato a capire se lo stesso valesse per un’altra forma di tumore del polmone, a crescita più aggressiva: quello a piccole cellule. L’analisi dei dati su quasi 400 pazienti trattati con gli inibitori dei checkpoint immunitari atezolizumab o durvalumab insieme alla chemio nell’arco di 4 anni ha dimostrato che ricevere le infusioni prima delle 15.00 era associato a un rischio di progressione del cancro più basso del 52%, e a un rischio di morte nel periodo esaminato più basso del 63%. Le terapie mattutine sembrano far funzionare meglio i linfociti T, potenziare il loro numero e regolare i loro ingressi nei tumori. Lo stesso effetto potrebbe valere anche per altri tipi di cancro (come il melanoma o il carcinoma renale): da tempo medici e sanitari descrivevano, seppure in modo aneddotico e non comprovato da trial clinici controllati, una maggiore efficacia delle immunoterapie somministrate nelle prime ore del mattino. Questa intuizione sarà da dimostrare in studi più ampi, chiarendo anche un altro aspetto: vale per tutti i pazienti a prescindere dal loro cronotipo – «gufi» inclusi?

Elisabetta Intini

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