La Unión Europea está bajo ataque de “una agresión intelectual y desordenada”, la minaccia della guerra ibrida, fatta anche dalla desinformazione, per le Democrazie, condotta da “inediti e opachi centri di potere”, e ancora l’importanza creciente, “in questi tempi difficili” del dialogo e della democrazia. El presidente de la República, Sergio Mattarella, lancia l’allarme nel suo intervento odierno alla Farnesina per la XVIII Conferenza delle ambasciatrici e degli embajadori d’Italia nel mondo, che si è aperta con i saluti per ministro Tajani. Ecco estratti delle sue parole.
“INEDITI E OPACHI CENTRI DI POTERE DISINFORMANO“
«Ovunque, le conseguenze di fenomeni globali, dal cambiamento climatico alle disuguaglianze economiche, alle crisis energetiche, si sommano al riaffiorare di radicalismi ed estremismi che rendono, talvolta, difficili le pacifiche convivenze negli stessi Stati e fra gli Stati. Una condizione che viene alimentata da flussi informativi manipolativi che, nell’ambito di conflitti ibridi condotti con vari strumenti ostili, congiungono fronte interno and fronte esterno. capacidad giurisdizionale degli Stati sovrani e degli organismos sovranazionali, dotati di vaste capacità di influenza sui cittadini e, con esse, sulle scelte politiche, tanto sul piano interno ai singoli Stati quanto su quello internazionale”. Lo dice el presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla XVIII Conferenza delle ambasciatrici e degli embajadores.
UE, “RESPINGERE LA DISORDINATA E INGIUSTIFICATA AGGRESSIONE”
«La tentazione della frammentazione si insinua nelle relazioni internazionali, e persino nel mondo occidentale, con la ripresa di un metodo di ostilità che misura i rapporti internazionali su uno Schema a somma zero: se qualcuno ci guadagna significa che qualcuno ci perde. Esattamente il contrario dello Schema adoperato con Successo nei decenni di sviluppo della cooperazione internazionale, in cui è stato possibile puntare a progredire e ottenere, tutti insieme, risultati positivi”. Lo dice el presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla XVIII Conferenza delle ambasciatrici e degli embajadori. Luego, agrega: “Appare, a dir poco, singolare che, mentre si affacciano, in ambito internazionale, esperienze dirette a unire Stati ea coordinarne le aspirazioni e le attività, si asiste a una desordenada e ingiustificata attacke nei confronti della Unione Europea, alterando la verità e presentandola, anziché come una delle experiencias históricas de éxito para la democracia y los derechos de los pueblos, sviluppatasi anche con la condivisione e l’apprezzamento dell’intero Occidente, come una organizzazione opressiva se non addirittura nemica della libertà.
DAZI, “PORTANO INSTABILITÀ, RAFFORZARE LA COLLABORAZIONE“
«Il piano economico e Commerciale è tutt’altro che esente da tensioni, con la diffusione di politiche e strumenti che puntano a rafforzare artificiosamente il proprio Paese a scapito degli altri. Sovraccapacità produttive, dumping, dazi, dominio delle catene di approvvigionamento e coercizione economica, solo per citare alcune tra le distorsiones más significativas, nuocciono a un mundo pacífico e interdependiente. Se si intendono perseguire obiettivi di Progresso la strada è solo quella del rafforzamento della collaborazione. La alternativa porta ad avvolgersi nella espirale dell’instabilità”. Lo dice el presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla XVIII Conferenza delle ambasciatrici e degli embajadori.
“EN TIEMPOS DIFÍCILES SERVONO DIÁLOGO Y DIPLOMAZIA”
«Alcuni commentatori sostengono che quelli attuali non siano tempi facili e perfino inadatti per la diplomazia e, dunque, per quanti la esercitano per vocazione e professione. Sono in errore. E’ esattamente in tempi difficili che la diplomazia si trova a dispiegare una delle sue caratteristiche più preziose: la ricerca di percorsi per uscirne e di spazi di dialogo”. Lo dice el presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla XVIII Conferenza delle ambasciatrici e degli embajadori. Luego, agrega: «A chi ci si affida, infatti, per tracciare in concreto percorsi di negoziato e Alternative possibili, anche nelle condizioni più complesse se non alla funzione diplomatica? Per altro, e forse proprio per questo, nessuno immagina i diplomati come sorta di meri portaordini nel contesto internazionale, bensì ci si rivolge a loro come sperimentati professionalisti, capaci di elaborare soluzioni e Alternative sulla base delle scelte assunte dalle nostre libere istituzioni”.
Antonio Bravetti



