Gazzettino Italiano Patagónico
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
Gazzettino Italiano Patagónico
No Result
View All Result
Home Mundo

Ucraina, l’esperto: «Stallo prevedibile, l’imperialismo prevale sulla diplomazia»

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
4 de diciembre de 2025
in Mundo
0
Ucraina, l’esperto: «Stallo prevedibile, l’imperialismo prevale sulla diplomazia»

DONALD TRUMP PRESIDENTE USA, VOLODYMYR ZELENSKY PRESIDENTE UCRAINA

19.5k
SHARES
19.5k
VIEWS
Ho condiviso su FacebookHo condiviso su Twitter

I negoziati per porre fine al conflitto russo-ucraino sono in una «situazione di stallo prevedibile» a cui non sarà possibile porre rimedio nel breve termine se non si superano «le logiche imperialiste» e se l’Unione europea «non si decide ad assumere un ruolo forte»: così Nicola Colacino, professore associato di Diritto internazionale presso l’Università ‘Niccolò Cusano’, commenta l’ultimo capitolo dei negoziati sul piano di pace dell’amministrazione Trump. Discussioni col presidente Putin che però ieri, a Mosca, hanno avuto più le sembianze «di una cena», senza «decisioni né particolare spazio per le richieste ucraine», dice Colacino. Una «chiacchierata» preceduta da tre ore di attesa per l’inviato speciale Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner.

Colacino evidenzia la difficoltà di trovare un punto d’incontro sui nodi essenziali, ossia il Donbass, la Crimea e i territori occupati a sud: «In questa fase- premette il docente- la Russia si sente forte delle recenti conquiste dal punto di vista territoriale, seppur minime, e di conseguenza non ha interesse a cedere sui punti essenziali». Il Cremlino ha l’esigenza di rispondere internamente della «disgraziata avventura» intrapresa ormai quasi quattro anni fa, costata così tante vite umane e soldi pubblici: «Mosca non potrà chiedere niente di meno».

Lo stesso vale per l’Ucraina, che a sua volta non può dimostrare di «aver mandato a morire migliaia di soldati per qualcosa che non si è riuscito a difendere», a cui si aggiunge anche il nodo delle garanzie di sicurezza, «molto più urgenti per Kiev» che per Mosca, perché «c’è il rischio che, a distanza di tempo, la Russia manifesti nuove pulsioni egemoniche».

Il governo Zelensky d’altro canto è stato anche doppiamente indebolito: da un lato, argomenta Colacino, «il taglio degli aiuti militari da parte degli Stati Uniti dell’era Trump», dall’altro pesa «lo scandalo corruzione». I 100 milioni di euro di fondi europei intascati secondo l’Agenzia per l’anticorruzione ucraina da uomini vicinissimi al presidente ucraino lo stanno costringendo «a prendere le distanze dai suoi più stretti consiglieri. Difficile immaginare che possa fare altro, soprattutto per risponderne alla propria opinione pubblica. D’altra parte, dimettersi in questo momento non è opportuno».

Zelensky deve anche fare attenzione – nell’urgenza di porre fine al conflitto – a non far trapelare tale debolezza, «perché Mosca potrebbe approfittarne per aumentare il livello delle richieste». In questo quadro, prosegue il docente, «l’Unione europea sembra giocare il ruolo di poliziotto cattivo», dal momento che è stata Bruxelles a dire no a diversi punti della proposta statunitense a partire dalle concessioni territoriali sul Donbass, che intaccherebbero la sovranità dell’ucraina. L’Ue tuttavia appare in una posizione «critica».

Divisa internamente sulla linea da assumere rispetto alla Russia – che conta paesi amici, come l’Ungheria, e altri invece come Polonia e Romania che gridano al pericolo invasione – ha incontrato anche il no della Bce sull’ipotesi di prestiti per la ricostruzione dell’ucraina laddove emergesse l’impossibilità di usare i beni congelati alla Russia. Insomma, «Bruxelles ha difficoltà a entrare in questo gioco»: «ma il dilemma è proprio come inserirsi. L’Ue- evidenzia l’esperto- può cercare di ‘spezzare l’asse’ che si sta creando tra Stati Uniti e Russia, rivendicando l’esigenza di portare l’ucraina in Europa, oppure mettere sul tavolo altri elementi negoziali o rassicurazioni» che al momento però «non si vedono».

L’Europa quindi «deve crescere in fretta, per assicurare agli Stati Uniti la propria capacità di entrare nei negoziati internazionali con in mano un unico pensiero», sorretta da autonomia politica e difensiva.

Dunque, l’entusiasmo per una rapida risoluzione del conflitto attraverso il piano targato Washington non è affatto a portata di mano. Lo stesso Trump è in difficoltà: «Solitamente- spiega il professore di Diritto internazionale- l’intervento di una superpotenza funziona nella misura in cui le concessioni fatte alle parti vengono considerate soddisfacenti anche su altri aspetti, che possono consistere in concessioni economiche, aperture commerciali o contributi sulla ristrutturazione. Penso che Trump inizialmente avesse questa intenzione, anche per rispondere ai propri interessi economici, togliendo la Russia dalla sfera cinese. Tuttavia, sottraendo aiuti militari a Kiev, ha assestato un colpo micidiale alla diplomazia e il suo omologo Putin ha il quadro ben chiaro e sta dimostrando di non volersi lasciare convincere».

Una diplomazia internazionale che assume più i contorni di «un gioco imperialista» già visto a fine XIX secolo o nella prima guerra mondiale, quando le potenze «erano legittimate a far prevalere le proprie necessità di sicurezza». Per Colacino «lo vediamo anche nel modo in cui la Casa Bianca sta agendo nel suo giardino di casa, con il Venezuela».

Stando così le cose «nessuno è disposto a scendere a patti, per rivendicare il ruolo di potenza regionale». Intanto sui campi di battaglia arriva l’inverno. I combattimenti rallenteranno per un po’, ma la via per la pace «richiederà un lavoro di mesi, forse anni. Certamente non giorni», conclude il docente.

Alessandra Fabbretti

Ho condiviso l'articolo

  • Haz clic para compartir en Facebook (Se abre en una ventana nueva) Facebook
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en LinkedIn (Se abre en una ventana nueva) LinkedIn
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en WhatsApp (Se abre en una ventana nueva) WhatsApp

Me gusta esto:

Me gusta Cargando...
Previous Post

Federica Mogherini è stata rilasciata nella notte. Il Pd: «No allo sciacallaggio»

Next Post

Stella Roque: Promuovere gli autori indipendenti attraverso i libri cartacei

Next Post
Stella Roque: Promuovere gli autori indipendenti attraverso i libri cartacei

Stella Roque: Promuovere gli autori indipendenti attraverso i libri cartacei

Gazzettino Italiano Patagónico

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

Gazzettino Italiano Patagonico

  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

Compartí el Gazzettino

No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

%d