Martedì scorso, 11, alle ore 18:00, è stata inaugurata nell’imponente Palazzo della Paz della Città Autonoma di Buenos Aires la mostra collettiva “Green Art Show”, una proposta artistica che ha riunito eccezionali creatori contemporanei attorno a un tema urgente e trasformativo: il legame tra arte, natura e consapevolezza ambientale.
La curatela è stata affidata ad Alicia Cunto, che ha progettato un percorso sensibile e coerente che ha permesso a ciascuna opera di dialogare con lo spazio e con il pubblico attraverso uno sguardo estetico e riflessivo. Grazie al suo approccio, la mostra si è trasformata in un’esperienza che ha invitato a contemplare, sentire e pensare. Curatrice: Alicia Cunto, nel Salone Centenario del Palazzo Paz Nel Salone Centenario, oltre 40 persone hanno esplorato le opere con attenzione, osservando i materiali utilizzati in ciascuna. Alcuni pezzi erano realizzati con componenti di telefoni cellulari e computer; altri con carta, punte di penne e materiali riciclati. Tuttavia, quella che ha catturato maggiormente l’attenzione è stata la proposta di “Arte Realeggza”, dell’artista Mónica García Lois, che ha presentato opere realizzate con uova a guscio naturale. Il suo lavoro combina un’estetica profondamente umana e simbolica, generando una connessione intima con l’organico.
Molti partecipanti si sono avvicinati a Mónica per conoscere di più sulla sua tecnica, affascinati dall’uso di uova di quaglia, struzzo e altre specie, utilizzate una volta svuotate, senza alterare l’ecosistema né danneggiare alcun animale. Con quei gusci, l’artista crea pezzi unici, armoniosi e profondamente espressivi, ognuno con una tematica particolare.
Inoltre, Mónica García Lois ha esposto il suo libro «Danzo sulla cáscara di uovo e impregno la mia impronta», un’opera illustrata a colori che raccoglie alcune delle sue creazioni più emblematiche, accompagnate da titoli e brevi descrizioni. Il libro include un CD che permette di conoscere meglio il suo processo creativo, segnato dalla passione e dall’entusiasmo. L’interesse è stato tale che molti invitati si sono dimostrati curiosi riguardo a questa pubblicazione, che fa parte del catalogo della Biblioteca Mariano Moreno, grazie all’impatto generato nel settore culturale porteno. Con il suo fascino e carisma, Mónica ha dialogato con i partecipanti, spiegato la sua tecnica e dedicato esemplari del suo libro. Ha commentato che questa è la sua ultima esposizione dell’anno e che si sta già preparando per nuovi progetti nel 2026. L’hanno accompagnata persone del suo entourage: amiche, suo marito, sostenitori e colleghi, che hanno registrato ogni momento con foto e gesti affettuosi. Verso la fine dell’evento, la curatrice Alicia Cunto ha presentato ciascun artista, condividendo brevi parole sulle loro opere. Il pubblico ha ascoltato con attenzione, scattato foto e goduto di un pomeriggio in cui l’arte copriva ogni angolo del Salone Centenario. Gli applausi hanno coronato la giornata, che si è conclusa con un brindisi in omaggio al lavoro collettivo. Hanno partecipato artisti come Maitemzz, Stella Redruello, Norma Stirbanoff, Edmundo Valladares, tra altri, che hanno offerto sguardi diversi sul medio ambiente, la spiritualità, il corpo e la memoria. “Green Art Show” non è stata solo un’esposizione, ma un’esperienza che ha lasciato il segno: un appello alla coscienza dalla bellezza, dalla creatività e dall’emozione. Una mostra che ci ricorda che l’arte può essere anche un modo per seminare il futuro.
“Ho trovato un’opera di Mónica García Lois che sembrava sussurrare dal silenzio. Era fatta con uova a guscio naturale, disposte come se fossero reliquie. Le uova non erano simbolo di nascita, ma di fragilità contenuta. Ho pensato a tutto ciò che custodiamo affinché non si rompa. A come il corpo, a volte, sia anche una scorza. Sono rimasta a lungo di fronte a quei pezzi, sentendo che qualcosa si apriva in me”, Antonella Martel, scrittrice e regista.
Un po’ di più su Mónica García Lois Oltre alla sua attività come artista visiva, Mónica ha partecipato a diverse iniziative di espressione psico-corporea, esplorando l’integrazione tra movimento, percezione e originalità. Grazie al suo approccio interdisciplinare, ha sviluppato laboratori ed esperienze che connettono l’indagine visiva con il benessere emotivo con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo personale attraverso l’immaginazione. Tra i suoi riconoscimenti si distinguono: 2017: Menzione d’Onore della Giuria e Menzione Speciale della Fondazione Abriendo Caminos en el Arte. 2018: Distinzione Women Innovation Creativity assegnata dall’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (WIPO, Ginevra, Svizzera). 2023: Riconoscimento Donna Distinta del Palazzo Paz. 2021–2024: Partecipazione al Art Prize (Lussemburgo), dove ha ottenuto il Merito Artistico in ogni edizione. Nel 2024, ha ricevuto anche una Menzione Speciale e un Riconoscimento della Giuria per il suo dossier.
Come contattare Mónica García Lois? 📷Instagram: @monicagarcialois 📧Email: artemonicagl@gmail.com Come ottenere il suo libro? 📷Instagram: @librerialibrosdepapel 🛒Mercado Libre BREVE STORIA DEL PALAZZO PAZ Situato in Avenida Santa Fe 750, il Palazzo Paz è una delle residenze più maestose costruite in Argentina durante il XX secolo. Fu commissionato da José Camilo Paz, fondatore del diario La Prensa, che sognava una casa che riflettesse lo splendore europeo della Belle Époque. Progettato dall’architetto francese Louis Sortais e completato nel 1914, l’edificio risponde allo stile Beaux-Arts, con oltre 12.000 m² di marmi, vetrate, boiseries e mobili provenienti dall’Europa. Sebbene Paz sia scomparso prima di vedere conclusa l’opera, la sua famiglia abitò il palazzo fino al 1938. Da allora, il Palazzo Paz è diventato sede del Circolo Militare e del Museo delle Armi della Nazione. Dichiarato Monumento Storico Nazionale, oggi è uno spazio aperto alla comunità che offre visite guidate e ospita eventi culturali, concerti, presentazioni letterarie e mostre d’arte. La sua architettura imponente e la sua storia lo rendono un simbolo del patrimonio porteno, dove il passato aristocratico dialoga con le espressioni contemporanee.
*Nota realizzata da Stella Roque. Tutti i diritti riservati.