«Se leggendolo vi divertirete la metà di quello che ci siamo divertiti noi a scriverlo, sarà un bel viaggio». È la promessa di Luca Parmitano, astronauta italiano dell’Agenzia spaziale europea (Esa), che ha presentato oggi a Frascati il libro ‘Camminare tra le stelle’ scritto per Feltrinelli con il giornalista Emilio Cozzi. Sono 156 pagine pensate come una «guida turistica per lo Spazio, con un dialogo tra due adulti che ancora si emozionano a parlare dei loro giocattoli preferiti», tra cui spiccano astronavi, stazioni spaziali ed esperimenti, spiega Parmitano, 49 anni, primo comandante italiano della Stazione spaziale internazionale (Iss) e colonnello dell’Aeronautica militare con due missioni spaziali all’attivo (‘Volare’ dell’Agenzia spaziale italiana e ‘Beyond’ dell’Esa).
Il libro, che si apre con il racconto in prima persona di AstroLuca sull’incidente del 2013 durante l’attività extraveicolare e termina con una lettera alle sue figlie adolescenti, Maia e Sara, «è una sfida controcorrente, in direzione ostinata e contraria come diceva un grande poeta, in un tempo in cui siete tutti bombardati costantemente di informazioni e il vostro cervello deve essere in grado di fare una cernita molto rapida. Ma noi non siamo estranei alle sfide e speriamo che questa venga raccolta», spiega l’astronauta davanti a centinaia di giovanissimi e non in ascolto nel centro Esrin, alle porte di Roma.
«Quello che vende davvero è la cattiva notizia e l’indignazione, ma esiste tutto un mondo che continua a evolvere in silenzio- prosegue l’astronauta catanese- Il mio privilegio e la mia responsabilità è portare un messaggio di evoluzione e di speranza, di crescita nonostante tutto. Noi testardamente portiamo una buona notizia, continuiamo a credere in tecnologia, scienza e innovazione, siamo una piccola particella di ottimismo in un mondo che vende la cattiva notizia».
I ricavi delle vendite del libro destinati all’autore verranno dedicati a Intercultura per la creazione di borse di studio per studenti che vogliono trascorrere un anno all’estero e che non possono permetterselo, proprio come accadde a Parmitano nel 1993. Un’esperienza che «mi ha letteralmente cambiato la vita», come racconta all’Agenzia Dire. «Quando avevo 16 anni ho vinto la borsa di studio di Intercultura- ricorda Parmitano- I miei genitori erano docenti, non avevamo davvero le possibilità economiche» per un viaggio così. «Vincere la borsa di studio per me ha rappresentato la differenza tra fare l’esperienza e non farla.
Sono andato in California, assolutamente per caso, a Orange County, la zona tra San Diego e Los Angeles. Ho frequentato lì il quarto anno di scuola superiore. Perchè mi ha cambiato la vita? Per un sedicenne è un momento di crescita in generale, uno dei primi passaggi tra l’infanzia e, all’orizzonte, l’essere adulto. Arrivando negli Stati Uniti ho avuto una visione di cosa fosse possibile nella mia vita del futuro e sono tornato a rivedere la mia passione per il volo, che avevo percepito da bambino, che avevo messo in un cassetto, e che tutto d’un tratto mi sono ritrovato a rivedere e a sognare come futuro e come possibilità».
Antonella Salini



