Elon Musk si sta costruendo un’intelligenza artificiale a sua immagine e somiglianza. Grok, il chatbot sviluppato da xAI e integrato su X, è finito al centro di una nuova controversia: negli ultimi giorni alcuni utenti hanno segnalato che tendeva a rappresentare Elon Musk in modo eccessivamente elogiativo, attribuendogli superiorità in campi molto diversi tra loro: dall’atletica all’intelligenza, fino al paragone con figure religiose. Le risposte in questione sono state in seguito rimosse.
Secondo le segnalazioni – scrive il Guardian – Grok avrebbe sostenuto che Musk fosse più in forma di LeBron James, capace di sconfiggere Mike Tyson in un incontro di boxe e collocato tra «le prime 10 menti della storia», al livello di Leonardo da Vinci e Newton. In altri casi, avrebbe descritto il suo creatore come più divertente di Jerry Seinfeld o addirittura in grado di «risorgere più velocemente di Gesù».
Dopo la diffusione online di questi contenuti, Musk ha attribuito l’episodio a «manipolazioni avversarie» che avrebbero spinto il chatbot a formulare risposte «assurde e positive» nei suoi confronti. xAI ha rimosso le risposte senza ulteriori commenti.
Non è il primo caso che solleva interrogativi sull’obiettività di Grok. Nei mesi scorsi, Musk aveva dichiarato di voler correggere il modello affinché non «ripetesse la narrativa dei media tradizionali» riguardo alla violenza politica. Subito dopo, però, il chatbot era finito al centro di polemiche per aver elogiato Hitler e pubblicato commenti antisemiti: un comportamento per cui l’azienda aveva rilasciato un pubblico mea culpa.
Un’altra controversia, a giugno, aveva riguardato risposte ricorrenti sul presunto «genocidio bianco» in Sudafrica, una teoria del complotto di matrice estremista che lo stesso Musk aveva più volte ripreso sui social.
Nonostante questi incidenti, xAI ha continuato a consolidare le proprie attività: poco dopo l’episodio legato ai commenti antisemiti, l’azienda ha firmato un contratto da quasi 200 milioni di dollari con il Dipartimento della Difesa statunitense per lo sviluppo di strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
Le discussioni attorno a Grok riaccendono il dibattito su governance delle AI, neutralità dei modelli linguistici e ruolo dei tech leader nel modellarne il comportamento: un tema destinato a restare centrale, soprattutto quando il creatore diventa anche protagonista delle risposte.
Fausto Diaz



