Nel volume “Abruzzo: i campioni siamo noi”, oltre 240 storie di sport ed emigrazione
di Laura Napoletano
Gli argentini Omar Sivori da Tornareccio, Josè Lemme da Castiglione Messer Marino, Emiliano Martin Iriart da Chieti, Sergio Parisse da L’Aquila, Juan Martin e Martín Antonio «Tony» Coggi da Scerni, Raúl Alfredo Cascini da Pescara, Agustín Díaz da Carpineto Sinello, Fabrizio Castello da San Valentino in Abruzzo Citeriore, Manuel Fangio da Castiglione Messer Marino. I brasiliani Julio Sergio Bertagnoli da Ripa Teatina, Cícero João de Cézare (Cicinho) da Tione degli Abruzzi, Ilson Pereira Dias Júnior (Ilsinho) da L’Aquila. I venezuelani Massimo Margiotta da Raiano, Ricardo Paciocco da Vacri, Nicola Profeta Cabrales da Vasto, Dario Di Fazio da Fara Filiorum Petri.
Questi nomi hanno onorato e onorano lo sport sudamericano e hanno un unico comune denominatore: sono tutti originari dell’Abruzzo.
Le loro storie, come quelle di oltre 200 altri esponenti dello sport, fanno parte della raccolta biografica che da pochi giorni è stata presentata al pubblico e che abbraccia ben 13 nazioni sparsi nei vari angoli del Mondo. A scriverla ci hanno pensato i giornalisti Generoso D’Agnese e Duilio Rabottini e lo storico Geremia Mancini, tutti impegnati da anni nel recupero della memoria dei corregionali nel Mondo e nella valorizzazione dei talenti abruzzesi che oggi vivono nei vari angoli della Terra.
“Abruzzo: I campioni siamo noi”, edito da Edizioni Masciulli (costo 18 euro) racconta storie di coraggio, talento e passione: di chi ha lasciato il paese d’origine per affermarsi all’estero, di chi è tornato in Italia per conquistare trionfi, di chi ha trasformato la propria passione in un’impresa di successo. Dietro ogni vittoria, ogni sfida e ogni medaglia, c’è un filo invisibile che lega queste figure all’Abruzzo.





Un viaggio scritto a sei mani, tra racconti meno noti e imprese leggendarie, dove lo sport diventa il linguaggio universale di un legame profondo con la terra dei propri avi. I tre autori, cresciuti con il mito delle fatiche del ciclismo, della rudezza della boxe e della fantasia del calcio, hanno condiviso l’orgoglio per le vittorie dei colori abruzzesi e hanno gioito ancora di più scoprendoli legati alla stessa terra. D’Agnese, Mancini e Rabottini hanno pertanto deciso di mettere insieme i loro ricordi per tentare di condividerli con i lettori e strada facendo hanno avuto la fortuna di scoprire una vera e propria miniera di storie umane e sportive che da luoghi lontanissimi rimandavano all’Abruzzo.
Nel viaggio narrativo lungo 370 pagine, oltre 240 personaggi trovano il loro spazio al sole nella ricca storia di una piccola regione capace di produrre tanti talenti, nei più disparati campi delle attività. Tra essi spiccano nomi famosi come Rocky Marciano, Juan Manuel Fangio, Tommy Lasorda, Bruno Sammartino, Nicola Pietrangeli e Omar Sivori ma tutti gli altri meritano di essere altrettanta attenzione e affetto, avendo reso onore alla terra per la quale gareggiavano o a un retaggio di cui vanno o andavano fieri. Figli, nipoti e pronipoti di abruzzesi partiti con la valigia di cartone, alcune volte arrivati da clandestini nella nuova terra, tenaci protagonisti di quel Dio minore chiamato “emigrazione”.
Storie particolari e commoventi, tutte segnate dalla costante voglia di sfidare, nello sport, i propri limiti e le forze avversarie, sapendo di poter contare sulla propria forza e la propria etica sportiva improntata alla massima lealtà.
“Abruzzo: i campioni siamo noi” racconta anche i successi di tanti atleti nati all’estero e giunti in Abruzzo, nella terra che fu dei loro avi, per riannodare idealmente quel filo che unisce l’Abruzzo nel Mondo. Atleti, dirigenti, allenatori, professionisti delle attività sportive trovano il loro spazio in un percorso che cerca di mettere in luce tutto il bello dello sport, attraverso le sue molteplice sfaccettature e sfumature e nel segno dell’orgoglio per una terra bellissima racchiusa tra Mar Adriatico e le più alte vette dell’Appennino.



