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Tempesta geomagnetica G4: lo show dell’aurora boreale (forse anche oggi) in Europa centrale e Italia

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
16 de noviembre de 2025
in Ciencia
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Tempesta geomagnetica G4: lo show dell’aurora boreale (forse anche oggi) in Europa centrale e Italia
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Nelle ultime ore la Terra è investita da una tempesta geomagnetica severa, classificata di livello G4 dalla NOAA, il servizio meteo spaziale statunitense. Si tratta di un evento raro: in tutto l’attuale ciclo solare sono stati emessi solo pochissimi avvisi di questo livello. L’origine è una serie di espulsioni di massa coronale (CME), grandi nubi di plasma e campi magnetici scagliate dal Sole verso lo spazio. Una di queste nubi ha raggiunto il nostro pianeta nelle prime ore del 12 novembre, innescando una forte risposta del campo magnetico terrestre. Secondo il bollettino le condizioni di tempesta hanno raggiunto il livello G4 alle 01:20 UTC, cioè le 2:20 in Italia e nell’Europa centrale.

Qual è il risultato di tutto questo?

L’effetto più spettacolare di tutto ciò, almeno per la gente comune, sono le aurore: le spettacolari luci colorate che in queste ore riempiono i social, catturate anche a latitudini inconsuete (come nel caso della foto di apertura, scattata in Inghilterra, o di quella pubblicata più sotto, catturata addirittura da una webcam in Abruzzo). L’aurora boreale nasce dall’interazione tra le particelle cariche emesse dal Sole e i gas dell’atmosfera terrestre (soprattutto ossigeno e azoto). Poiché l‘attività del Sole non è costante ma segue un ciclo di circa 11 anni, e ci troviamo vicino al massimo solare, questo fa sì che il flusso di particelle sia particolarmente intenso: è proprio questa condizione a favorire i fenomeni osservati in queste ore.

L’indice Kp – una scala da 0 a 9 che misura quanto è «agitato» il campo magnetico – mostra valori fino a 8–8,5 nelle prime ore del mattino (rosso, corrispondente a G4) e successivamente intorno a 7 (arancione, livello G3). In pratica, tra le 3 e le 10 del mattino europee la tempesta è stata particolarmente intensa, con un lento calo verso la tarda mattinata.

Il fenomeno è ancora in corso

Gli aggiornamenti del centro di previsione indicano che il «cuore» della nube magnetica sta ancora transitando sulla Terra e che nelle prossime ore sono possibili nuove oscillazioni tra livelli G1 e G4. Inoltre, una CME ancora più energetica potrebbe arrivare nel tardo pomeriggio-sera europea di oggi 12 novembre (intorno alle 19:00 italiane, stima basata sui modelli NOAA), prolungando l’evento fino alla notte su giovedì. Cosa significa tutto questo per l’Europa? Alle nostre latitudini gli effetti diretti sulla popolazione sono limitati. I rischi principali riguardano le infrastrutture tecnologiche più sensibili: reti elettriche ad alta tensione, satelliti, sistemi di navigazione GPS e comunicazioni radio a lunga distanza. Gli operatori di rete e i gestori di satelliti sono stati allertati e possono mettere in atto strategie di mitigazione, per esempio modificando i flussi di potenza o cambiando le modalità operative dei satelliti.

Dove si manifesteranno gli effetti

Per il pubblico l’effetto più spettacolare è la possibilità di vedere l’aurora boreale. Con un Kp vicino a 8 l’ovale aurorale si espande molto verso sud: nella notte tra il 12 e il 13 novembre le aurore potrebbero essere visibili non solo in Scandinavia e Scozia, ma, se la tempesta dovesse mantenersi su valori elevati, anche su Irlanda, Germania settentrionale, Polonia e Paesi Baltici. Più a sud, in Italia, si potrebbe registrare qualche manifestazione all’orizzonte soprattutto nelle regioni alpine. In sintesi, stiamo vivendo uno degli episodi di meteo spaziale più intensi di questo ciclo solare. Non c’è motivo di allarmarsi, ma è un ottimo momento per seguire da vicino gli aggiornamenti ufficiali e, per chi si trova abbastanza a nord e sotto cieli sereni, per alzare lo sguardo, provare a osservare uno spettacolo raro e magari immortalarlo con lo smartphone. A proposito: non aspettatevi di vedere a occhio nudo gli effetti che ammirate nelle fotografie, perché anche gli scatti più naturali, cioè anche quelli non ritoccati con app o software, beneficiano in ogni caso di un tempo di esposizione maggiore rispetto a quello dell’occhio umano e dunque gli effetti sono tutti un po’ amplificati.

Roberto Graziosi

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