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Salute, arriva il vademecum per diventare pazienti digitali

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
16 de noviembre de 2025
in Salud
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Salute, arriva il vademecum per diventare pazienti digitali
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La sanità italiana sta vivendo una trasformazione che sposta parte della cura dagli ambulatori alle case dei cittadini. Televisite, referti digitali e monitoraggio da remoto sono già realtà diffuse, ma una quota significativa della popolazione non possiede ancora le competenze necessarie per utilizzarle in modo efficace. Per colmare questo divario, è stato elaborato un vademecum per accompagnare i cittadini nel diventare veri «pazienti digitali». Una serie di consigli pratici suggeriti da Riccardo Starace, esperto in telemedicina e digital health del Gruppo di Lavoro del Cnel che in accordo con il Ministero della Salute sta elaborando le linee guida per le nuove professioni sanitarie nei moderni sistemi socioeconomici per la digitalizzazione e per l’intelligenza artificiale applicata ai sistemi sanitari. «Monitoraggi e consulti da remoto – afferma Starace – riducono disagi, spostamenti e attese inutili. La telemedicina non sostituisce la visita tradizionale, ma evita accessi impropri e alleggerisce il sistema». Il cambio di passo è confermato dai dati: nel 2024 sono state erogate in Italia oltre 900.000 prestazioni digitali, con una crescita del 172%, mentre gli investimenti in digital health hanno raggiunto 2,47 miliardi di euro. Una spinta che richiede pazienti più consapevoli e capaci di interagire correttamente con i nuovi strumenti.

Ecco allora il Vademecum per diventare pazienti digitali:

  1. Conoscere i servizi già disponibili. Televisite, telemonitoraggi, follow-up da remoto, referti digitali. Sapere cosa offre il proprio territorio è il primo passo. Parlare con il medico di famiglia.
  2. Costruire una dotazione digitale essenziale. Connessione stabile, videocamera funzionante, ambiente silenzioso. La qualità della televisita dipende anche dalla qualità del collegamento.
  3. Raccogliere referti aggiornati, l’elenco esatto delle terapie in corso e la descrizione dettagliata dei sintomi principali. Solo una preparazione meticolosa rende la televisita rapida ed efficace.
  4. Usare solo piattaforme certificate. La sicurezza dei dati è parte della cura. Evitare strumenti non ufficiali o link improvvisati.
  5. Strutturare la comunicazione. Domande annotate, sintomi ben descritti, tempistiche chiare. Precisione significa una valutazione più efficiente.
  6. Imparare a riconoscere quando serve la visita fisica. La telemedicina integra non sostituisce. Capire i limiti evita rischi e perdite di tempo.
  7. Monitorare i parametri a casa. Pressione, glicemia, saturazione, peso, frequenza cardiaca. Una raccolta costante migliora le decisioni cliniche.

Secondo Starace, la cittadinanza digitale non è utile solo ai pazienti, ma anche ai medici di medicina generale. «Un paziente in grado di gestire autonomamente televisite, referti e autocontrolli permette al medico di seguire più persone in meno tempo, senza penalizzare la qualità dei controlli, di intercettare prima eventuali criticità, grazie ai parametri monitorati a casa, di ridurre le visite ripetute, spesso richieste solo per aggiornare situazioni già note e di dedicare più tempo ai casi complessi, liberando risorse dalla gestione di richieste semplici ma frequenti – afferma l’esperto – Affrontare con fiducia il percorso innovativo offerto dalla Medicina Digitale è il primo passo verso un netto miglioramento del proprio stato di salute. L’utilizzo degli strumenti di Digital Health e Telemedicina è cruciale, poiché genera i dati necessari per un monitoraggio clinico continuo e proattivo. Questa costante interazione trasforma l’assistenza da reattiva a predittiva, consentendo ai clinici di modulare tempestivamente le cure».

Ugo Cataluddi

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