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Il Diamante Fiorentino «perduto» era invece da un secolo in una banca canadese

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
9 de noviembre de 2025
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Il Diamante Fiorentino «perduto» era invece da un secolo in una banca canadese
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Nel 1918, quando l’Impero austro-ungarico si avviava al tramonto, l’imperatore Carlo I intuì che la fine era vicina. Mentre l’Europa usciva devastata dalla Prima guerra mondiale, il sovrano degli Asburgo decise di mettere al sicuro i gioielli di famiglia, trasferendoli in Svizzera. Tra questi c’era un diamante straordinario: 137 carati di luce gialla, taglio a goccia e una storia che risaliva ai Medici di Firenze. Poco dopo l’esilio di Carlo e della moglie Zita, la pietra sparì. Per decenni si è creduto che fosse stata rubata o dispersa, alimentando leggende, romanzi e persino film. E invece il Diamante Fiorentino non era mai scomparso. Se ne stava tranquillamente custodito, da un secolo, in una banca canadese, dove la famiglia Asburgo si rifugiò durante la Seconda guerra mondiale. A rivelarlo sono tre discendenti di Carlo I – Karl, Lorenz e Simeon von Habsburg-Lothringen – che hanno mostrato al New York Times la gemma e altri gioielli di famiglia. Karl, nipote dell’imperatore, ha spiegato che il segreto fu mantenuto per volontà dell’imperatrice Zita, la quale affidò il luogo del nascondiglio solo ai figli Roberto e Rodolfo, chiedendo che restasse riservato per cento anni dopo la morte del marito, avvenuta nel 1922. Durante una recente visita alla banca del Québec, i tre eredi hanno aperto la piccola valigia che conteneva i preziosi, rimasta intatta per decenni. Tra i pezzi, il Diamante Fiorentino si è rivelato in perfette condizioni. Christoph Kochert, della storica gioielleria viennese AE Kochert, ne ha certificato l’autenticità: peso, taglio e caratteristiche corrispondono alle fonti storiche. La collezione comprende anche un Ordine del Toson d’Oro tempestato di diamanti, simbolo della casata. Il diamante, passato dai Medici agli Asburgo-Lorena attraverso il matrimonio tra Francesco Stefano e Maria Teresa d’Austria, ornò la corona imperiale nel 1745. Dopo la caduta dell’Impero, seguì la famiglia nei lunghi anni dell’esilio: dalla Svizzera a Madeira, poi in Spagna, Belgio, Stati Uniti e infine in Canada. Qui Zita trovò rifugio e sicurezza, lasciando i gioielli in custodia a una banca del Québec, dove rimasero anche dopo il suo ritorno in Europa nel 1953. La leggenda della scomparsa del Diamante Fiorentino ha ispirato ipotesi e racconti di ogni genere, da furti e vendite segrete a misteriosi viaggi oltreoceano. Ma il rapporto storico commissionato dalla famiglia ad Richard Bassett, studioso di Cambridge, conferma che i gioielli erano beni privati della casa Asburgo-Lorena, mai appartenuti alla Corona e quindi sottratti a confische o rivendicazioni. Ora gli Asburgo intendono esporre il diamante in Canada, in segno di gratitudine. Non ne prevedono la vendita, né stimano il valore economico della gemma.

Mario Esposito

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