Gazzettino Italiano Patagónico
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
Gazzettino Italiano Patagónico
No Result
View All Result
Home Cultura

Ilaria Graziano firma ‘Rive’: primo album da solista

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
7 de noviembre de 2025
in Cultura
0
Ilaria Graziano firma ‘Rive’: primo album da solista
19.5k
SHARES
19.5k
VIEWS
Ho condiviso su FacebookHo condiviso su Twitter

«Rive arriva dopo un lungo periodo di pausa dalla musica, una cosa, poi mi sono resa conto, che ho fatto ciclicamente nella mia vita forse per proteggere quello che è il mio rapporto con la musica. È come se fosse un atto d’amore che quando ci si tiene troppo stretti alla fine ci si fa male e quindi lasciarsi un po’ andare, distaccarsi, può essere un atto di amore. Questa volta, però, questo atto di amore è durato un po’ perché mi sono avvicinata ad altri mondi, sono andata a vivere nella natura e ho preso a interessarmi delle piante, conoscerle, coltivare il mio cibo e questo mi ha messo in una dimensione di ascolto nei confronti del mondo completamente diversa e mi ha collocata nel mondo in maniera diversa, come parte di qualcosa. Questo nuovo modo di ascoltare, non solo all’esterno ma anche all’interno di me stessa, mi ha condizionato. Mi sono dedicata anche alla mia altra grande passione, la pittura. Poi è arrivato Gnut, e io non credo nelle coincidenze, che mi ha coinvolto nel suo ultimo disco, ‘Nun te ne fa’, e anche nel tour e questo incontro ha fatto da traghettatore dal silenzio al suono. Al fianco di un artista che stimo e ha una grande autenticità, piano piano si è riaccesa la scintilla verso la parola e la musica e così è arrivato Rive».

Così, Ilaria Graziano racconta e spiega la genesi di ‘Rive’, il suo primo album da solista uscito lo scorso 10 ottobre e che sarà presentato domani, venerdì 7 novembre, all’Auditorium Novecento di Napoli.

Cantautrice e musicista nata e cresciuta a Napoli, Ilaria Graziano ha collaborato con alcuni tra gli artisti più interessanti della scena nazionale e internazionale. La sua versatilità vocale le ha permesso di esplorare diversi generi musicali e di passare dalla musica popolare e folk a quella elettronica e sperimentale. Ha vissuto a Londra lavorando con la musica tra Tokyo e New York con la compositrice giapponese Yoko Kanno per film in animazione distribuiti in tutto il mondo tra cui «Ghost in the shell» e «Cowboy beboop». Ha duettato con Marianne Faithfull per la colonna sonora del film «The Girl from Nagasaki», di Michel Compte. E poi teatro, Tv e le collaborazioni con Daniele Silvestri, Roy Paci, Gnut, Sandro Joyeux, Collettivo del pane, Edoardo Pesce, Roberto Angelini, Pier Cortese, Speaker Chenzu, Almukawama, Zion Train-Zulù.

Oggi è «Rive» la sua nuova creatura. Nove brani, due sono cantati in napoletano, otto dei quali portano la sua firma per le parole e la musica. «Domani», invece, è di Gnut. Ilaria firma anche la produzione artistica insieme a Simone De Filippis, «che ho voluto fortemente per essere ‘contaminata’ dalla sua arte e dalla sua ricerca del suono», e Claudio Domestico, in arte Gnut. In «Rive», confessa la cantautrice, «ci vedo una molteplicità. C’è molto forte l’elemento dell’acqua, che cambia forma, si trasforma e riprende forma. Quello che mi sta molto emozionando, in questi primi riscontri, è che ognuno si ritrova in un brano e magari lo interpreta anche in maniera completamente diversa da quello che io ho scritto. Se lo ricuce addosso e prende forma». Il disco, «dove mi sono anche divertita a sperimentare nuovi modi di costruire i brani», si apre con «Paradiso», una riflessione poetica sull’oscurità e la luce che convivono dentro ognuno di noi. Segue «Cuore» che ha segnato il nuovo inizio dell’artista. «Stretti stretti» è, invece, un viaggio nella sospensione, nel desiderio di trattenere un istante perfetto che sovrasta il tempo. «Il veleno e la cura» è un inno all’amore nella sua forma più ampia: terrena, spirituale, ciclica. Inserito precisamente a metà dell’album «Domani», l’unico brano non scritto da Ilaria, scelto per la sua forza evocativa e poetica. Poi «Oltre le favole», viaggio mistico e visionario. «Primo», la traccia che ha riaperto le porte alla scrittura, racconta di un amore che arriva inaspettato ma che segna in profondità. Due i brani in dialetto napoletano, «Fuje» feat Gnut e «Spirito do viento» una preghiera laica affidata al vento, simbolo di trasformazione e guarigione.

«QUESTO DISCO NON E’ STUDIATO, E’ ARRIVATO»

«Tutte le cose in questo disco – prosegue Ilaria – non sono mai state studiate, sono arrivate». Domani, anticipa la cantautrice, «sul palco con me ci saranno Simone De Filippis e Pier Cortese, altro cantautore. Loro sono degli «one man band» suonano un po’ tutto. Abbiamo scelto questa formazione perché ci tenevo a riportare sul palco l’atmosfera del disco, un mix di acustico ma anche di elettronica. Dal vivo ci lasciamo anche la libertà di riesplorare delle cose, la libertà di rivivere i brani rispettando però la loro sonorità». Per Ilaria il concerto segna il ritorno artistico a casa e «sono curiosa di vedere come mi accoglierà Napoli e come si esprimerà nei confronti del mio lavoro». Il sipario dell’Auditorium Novecento si alzerà per «Rive» alle 21:30.

Giuseppe Pagano

Ho condiviso l'articolo

  • Haz clic para compartir en Facebook (Se abre en una ventana nueva) Facebook
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en LinkedIn (Se abre en una ventana nueva) LinkedIn
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en WhatsApp (Se abre en una ventana nueva) WhatsApp

Me gusta esto:

Me gusta Cargando...
Previous Post

Addio al regista Adrian Maben, per lui i Pink Floyd suonarono a Pompei

Next Post

Tom Brady s’è fatto clonare il cane

Next Post
Tom Brady s’è fatto clonare il cane

Tom Brady s'è fatto clonare il cane

Gazzettino Italiano Patagónico

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

Gazzettino Italiano Patagonico

  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

Compartí el Gazzettino

No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

%d