Un tribunale di Tel Aviv ha esteso la custodia cautelare fino a mercoledì 5 novembre per Yifat Tomer-Yerushalmi, ex procuratrice dell’esercito israeliano, arrestata nella serata di ieri nell’ambito di un’inchiesta per far luce su una fuga di informazioni. La funzionaria ha già ammesso, nella lettera con cui venerdì scorso si è dimessa dall’incarico, di aver diffuso video compromettenti, che mostrano militari delle Idf compiere presunti abusi e violenze sessuali su un detenuto palestinese rinchiuso nel carcere di Sde Teiman.
Secondo i giudici la ex procuratrice, che in aula si è presentata in abili civili, potrebbe inquinare le prove. E’ accusata non solo della divulgazione dei video ma anche di frode, abuso d’ufficio e tentativo di insabbiamento delle prove: sabato la donna è scomparsa, facendo temere un tentativo di suicidio. E’ stata ritrovata solo ieri sera sulla spiaggia di Tel Aviv ed è stata immediatamente arrestata. Secondo gli inquirenti avrebbe cercato di far scomparire il suo smartphone.
Tante le reazioni politiche allo scandalo: il primo ministro Benjamin Netanyahu ha definito la divulgazione pubblica dei video «il grave attacco alle pubbliche relazioni» contro Israele dalla sua istituzione, mentre il ministro della Sicurezza Nazionale di estrema destra, Itamar Ben-Gvir, ha assicurato che in carcere l’ex procuratrice è stata posta in regime di sorveglianza permanente, con guardie e telecamere aggiuntive.
Alessandra Fabbretti



