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Yoga e pet therapy, non solo farmaci per combattere i tumori

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
22 de octubre de 2025
in Salud
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Yoga e pet therapy, non solo farmaci per combattere i tumori
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Cani e gatti per ridurre l’ansia durante le terapie farmacologiche. Yoga ed esercizio fisico per prepararsi e affrontare al meglio la battaglia con la malattia. Consigli per un’alimentazione sana che rende più veloce il recupero, e supporto per un sereno rientro al lavoro. La cura del tumore è un viaggio da affrontare con efficaci strumenti di navigazione. Lo sanno bene all’associazione ‘Onconauti’ di Bologna, che sta per aprire in città un nuovo centro di riabilitazione oncologica, dove proporre terapie integrate e gratuite, che, dicono gli studi clinici, oltre a supportare le persone in un momento difficile della loro vita, sono anche in grado di ridurre il rischio di recidiva.

«Non possiamo limitarci a prescrivere buoni stili di vita, ma dobbiamo accompagnare i pazienti nella pratica: le terapie integrate funzionano se diventano una abitudine quotidiana. Si tratta di pratiche salutogene: lo yoga, per esempio, è l’intervento di prima scelta per la gestione dell’ansia e della depressione. Bisogna far capire alle persone che è terapia, non ha effetti negativi e anzi riduce quelli dei farmaci», spiega l’oncologo Stefano Giordani, direttore scientifico di Onconauti, presentando il progetto a Palazzo D’Accursio con al presidente del Consiglio comunale, Caterina Manca. L’associazione, attiva dal 2011, ha già aperto alcuni centri di riabilitazione oncologica, al Bellaria, all’ospedale di Bentivoglio, cui si affiancano una sede a Sasso Marconi, una alla Casa della salute di Casalecchio e un percorso a Crespellano. Sabato ci sarà il taglio del nastro di un nuovo centro territoriale, in via della Ferriera (nel quartiere Santa Viola, a due passi dall’Ospedale Maggiore, in uno spazio al pian terreno acquisito, «a condizioni eccellenti», dalla Fondazione Carisbo).

Nel nuovo centro saranno proposti «interventi non farmacologici, su base scientifica e validati». Ogni anno a Bologna si ammalano di tumore circa 6.500 persone. «Cosa fare dopo la fine della terapia in fase acuta? Cosa devo migliorare del mio stile di vita per recuperare uno stato di salute buona e ridurre il rischio di recidive? Il reinserimento lavorativo è importantissimo, soprattutto per i più giovani», puntualizza Giordani, ricordando una sperimentazione con lavoratori fragili realizzata con Hera.

Onconauti supporta l’Asl nell’assistenza del malato oncologico non solo in fase riabilitativa, ma anche in fase di trattamento. Abbiamo, per esempio, un progetto di agopuntura per le donne che fanno trattamenti ormonali», racconta Antonio Maestri, direttore del dipartimento di Oncologia dell’Ausl di Bologna. «Da gennaio c’è un servizio di pet therapy al Bellaria: il giovedì mattina per due ore cani e gatti entrano in reparto mentre pazienti fanno i trattamenti. La loro presenza riduce lo stress e la sfida è ora portare la pet therapy anche a Imola, raddoppiando le sedute al Bellaria. È la prima oncologia in Emilia-Romagna a fornire questo servizio», prosegue Maestri. L’efficacia di questo intervento si misura anche dalla riconoscenza nei confronti degli animali che entrano ogni settimana in reparto: il 19 dicembre, con una cerimonia ufficiale, saranno laureati come ‘dog-tori’. Intanto, venerdì, verranno presentati i risultati di di uno studio che certifica come, per il tumore del colon, l’esercizio fisico abbinato alla chemioterapia riduca del 30% il rischio di recidive. L’associazione segue ogni anno circa 600 persone, «ma vogliamo arrivare a 1.000 nel 2026», rilancia Giordani. «Stiamo cercando di delocalizzazione trattamenti per gestire pazienti più vicino possibile a loro domicilio», assicura Maestri.

Vania Vorcelli

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