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Home Ciencia

Scoperta acqua «pesante» in un disco protoplanetario: un indizio sulle origini dell’acqua sulla Terra

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
21 de octubre de 2025
in Ciencia
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Scoperta acqua «pesante» in un disco protoplanetario: un indizio sulle origini dell’acqua sulla Terra
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L’acqua che conosciamo potrebbe avere origini molto più antiche del Sole. È questa l’ipotesi che emerge da una scoperta sorprendente: un gruppo di astronomi guidato dall’Università Statale di Milano ha individuato per la prima volta acqua «pesante» (D₂O) in un disco protoplanetario, cioè nella nube di gas e polveri dove si stanno formando nuovi pianeti. L’acqua pesante è una forma di acqua in cui l’idrogeno è sostituito dal deuterio, un isotopo più pesante, ossia da un protone, un neutrone e un elettrone. Lo studio, pubblicato su Nature Astronomy, è stato realizzato grazie alle osservazioni effettuate con il telescopio ALMA, situato nel deserto di Atacama in Cile, gli scienziati hanno analizzato il disco che circonda V883 Ori, una giovane stella nella costellazione di Orione, scoprendo tracce inequivocabili di acqua doppiamente deuterata, o «acqua pesante». «La presenza di questa forma rara di acqua dimostra che l’acqua nel disco è più antica della stella stessa», spiega Margot Leemker, prima autrice della ricerca e astrofisica all’Università di Milano. «Si è formata nelle fasi più primordiali della nascita del sistema stellare». Da dove viene l’acqua? È uno degli elementi fondamentali della vita, ma la sua origine è ancora un mistero. Gli scienziati da anni si dividono tra due ipotesi: la prima ipotesi, detta anche dell'»ereditarietà», vuole che l’acqua che troviamo nei pianeti e nelle comete provenga direttamente dalla nube di gas e polveri da cui è nato il sistema solare. La seconda, detta del «reset chimico», suggerisce che l’acqua originaria sia stata distrutta durante la formazione delle stelle e poi si sia riformata in un secondo momento, ma con una composizione diversa. La scoperta di V883 Ori sembra favorire la prima ipotesi. L'»acqua pesante», infatti si forma solo in ambienti estremamente freddi e non si riforma facilmente una volta distrutta: per questo è considerata una sorta di «firma antica». Analizzando il rapporto tra acqua normale (H₂O) e acqua pesante (D₂O), i ricercatori hanno scoperto che la composizione del disco è compatibile con quella che ci si aspetta da un’acqua ereditata dalla nube originaria, e non riformata successivamente. Questa scoperta cambia il modo in cui guardiamo all’acqua sulla Terra. Se l’acqua di V883 Ori è più antica della sua stella, lo stesso potrebbe valere per quella presente negli oceani del nostro pianeta. «È un passo avanti importante per capire da dove arriva l’acqua nel Sistema Solare e, in ultima analisi, sulla Terra», sottolinea Leemker. In altre parole, l’acqua che oggi beviamo o che scorre nei fiumi potrebbe essere un’eredità cosmica, nata miliardi di anni prima del Sole — un frammento di quella stessa materia primordiale che ha dato origine a tutto ciò che conosciamo.

Luigi Bignami

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