Il principe William è visibilmente emozionato e trattiene le lacrime mentre ascolta la testimonianza di Rhian Mannings, 48 anni di Cardiff. I due si trovano seduti al tavolo di una cucina qualunque, davanti a una tazza di té e qualche pasticcino. Ma il tema che stanno affrontando ha un sapore amaro e crudele: l’impatto devastante del suicidio nella vita di chi resta.
Il marito di Rhian infatti si è tolto la vita cinque giorni dopo la morte improvvisa del loro figlio George, di appena un anno, avvenuta per malattia nel 2012, nella sua casa di Cardiff.
L’estratto diffuso sui canali social della famiglia reale fa parte di un cortometraggio più ampio diffuso in occasione della Giornata mondiale della salute mentale. Il principe e la donna discutono in particolare della necessità di un migliore supporto per coloro che sono in lutto o colpiti dal suicidio e di quanto sia importante comunicare le proprie emozioni a chi ci sta vicino.
«Se tu in questo momenti potessi dire qualcosa a Paul, cosa gli diresti?», chiede il principe William alla donna. Lei risponde con voce tranquilla: «Gli chiederei perché non ha parlato con me, me lo chiedo ogni giorno», prosegue. E ancora: «Non ero mai stata toccata dal suicidio, è qualcosa che senti accadere dal notiziario, invece è accaduta a noi», poi chiosa «può accadere a tutti». A quelle parole il reale gira il volto, è visibilmente emozionato e cerca di trattenere le lacrime. Rhian Mannings si ferma un attimo, sorride e gli chiede: «Va tutto bene?». E infine «Il miglior modo per prevenire il suicidio è parlarne- conclude William- con chi si ama, con le persone di cui ci fidiamo, con gli amici, grazie (a Rhian) per averne parlato».
Cristina Rossi



