Un attacco russo a Leopoli ha rischiato di fare una strage di cittadini italiani: uno dei treni sfiorati dal raid di droni che si è abbattuto questa notte nella zona di Leopoli trasportava infatti 110 attivisti italiani. Il gruppo era di ritorno dalla decima missione del Mean (Movimento europeo di azione non violenta) a Kharkiv: il treno era partito da lì ed era diretto verso il confine polacco. Come ha raccontato la giornalista del Sit che viaggiava sul treno, i bombardamenti sono iniziati dopo circa tre ore di viaggio, nell’area di Zhytomyr, a 65 chilometri dal confine con la Polonia. Si sono viste forti esplosioni non lontane dal treno e si sono sentiti colpi di artiglieria. Il treno è poi ripartito ed è ora diretto verso il confine con la Polonia. Marco Bentivogli, uno dei portavoce del Mean, ha scritto su X: «È in corso un pesantissimo attacco russo a Leopoli (Lviv) con droni, bombe a grappolo, missili da crociera x101 e ipersonici Kinzahl. Attorno al nostro convoglio pesanti e continue esplosioni».
TAJANI: 110 PACIFISTI CRISTIANI CHE ERANO SU TRENO STANNO BENE
«Ho parlato con Francesco Scoppola, presidente dell’associazione degli scout cattolici: 110 pacifisti cristiani erano sul treno che in Ucraina ha attraversato una zona in cui i russi hanno lanciato missili e razzi. Adesso sono entrati tutti in Polonia, stanno bene, sono già assistiti dall’Ambasciata d’Italia a Varsavia per poi ripartire da Cracovia. Ringraziano gli ucraini che li hanno aiutati: un popolo eroico, amico dell’Italia. Saremo sempre vicini all’Ucraina». Lo scrive su X Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
SULL’UCRAINA MISSILI E 500 DRONI
Ma il bombardamento su Leopoli non è stato l’unico avvenuto nella notte scorsa, quando l’Ucraina è stata colpita da oltre cinquanta missili e cinquecento droni lanciati dalla Russia. Un attacco congiunto che ha colpito le regioni di Leopoli, Ivano-Frankivsk, Zaporizhzhia, Černihiv, Sumy, Kharkiv, Kherson, Odessa e Kirovohrad. I morti accertati sono cinque, ma ci sarebbero anche 10 feriti. Prese di mira infrastrutture e stabilimenti.
ZELENSKY: «AMERICA ED EUROPA DEVONO AGIRE PER FERMARE PUTIN»
Il presidente Zelensky, su X, ha chiesto protezione e ha spronato gli alleati a fare più in fretta: «Oggi, i russi hanno nuovamente preso di mira le nostre infrastrutture, tutto ciò che garantisce una vita normale al nostro popolo. Abbiamo bisogno di maggiore protezione e di una più rapida attuazione di tutti gli accordi di difesa, soprattutto in materia di difesa aerea, per privare questo terrore aereo di qualsiasi significato. Un cessate il fuoco unilaterale nei cieli è possibile, ed è proprio questo che potrebbe aprire la strada a una vera diplomazia. America ed Europa devono agire per fermare Putin». Quanto all’attacco di questa notte, Zelensky spiega che «le operazioni di soccorso e recupero sono in corso laddove necessario. Ricevo costantemente rapporti dal Ministro degli Interni Ihor Klymenko e dal Ministro per lo Sviluppo delle Comunità e dei Territori Oleksii Kuleba, dai responsabili delle amministrazioni militari regionali e dall’amministratore delegato di Naftogaz Sergii Koretskyi. Mi aspetto che i funzionari governativi agiscano rapidamente ed efficacemente per porre fine alle conseguenze di questo attacco nelle regioni colpite».
Marcella Piretti



