Oggi 29 settembre 2025 si celebra la Giornata internazionale della consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari, un tema sempre più sentito a livello istituzionale e su cui l’Unione europea ha deciso di imporre dal 2026 regole vincolanti ai Paesi membri, con una nuova direttiva che punta a ridurre entro il 2030 del 30% quello generato da famiglie, ristorazione e commercio al dettaglio e del 10% quello generato dall’industria e dalla trasformazione. In Italia la piattaforma PlanEat, pioniera sul tema della prevenzione dello spreco, ha condotto un esperimento nella mensa scolastica di una scuola in provincia di Pavia, con risultati molto positivi: grazie alla pianificazione e al coinvolgimento attivo di genitori e bambini, è stato prodotto in media il 20% in meno di cibo e si è registrato un calo fino al 50% di minori sprechi in sala. Oggi un decimo del cibo disponibile in Europa finisce sprecato, con un costo superiore a 130 miliardi di euro l’anno, mentre 37 milioni di cittadini non possono permettersi un pasto di qualità ogni due giorni. Quello delle mense scolastiche è un settore davvero molto inefficiente: in generale in Italia, infatti, lo spreco medio nelle mense varia dai 33 ai 160 grammi per studente a pasto, pari al 15–30% del servito. Inoltre il 15% del cibo cucinato non arriva mai in sala, restando scarto di cucina e a finire più spesso nel cestino sono pane, frutta, verdura, minestre e legumi. Proprio per questo la sperimentazione effettuata nella scuola dell’infanzia e primaria di Borgarello (PV) è un modello rivoluzionario e può segnare il passo. Dopo 3 mesi di applicazione, i risultati sono stati sorprendenti: paragonando una settimana di pasti a scuola senza piattaforma PlanEat Scuola, con menù identico a quello standard proposto con la piattaforma e unitamente a un menù alternativo, nelle 2 scuole, si arriva al 52% di cibo buttato in meno. Mediamente, durante il periodo di test, è stato prodotto il 20% in meno di cibo. Per un mondo più equo e sostenibile serve conoscenza. Per la Giornata internazionale di sensibilizzazione sugli sprechi e le perdite alimentari, anche l’organizzazione Mani Tese racconta due progetti per rafforzare la filiera corta e sensibilizzare i giovani. Con un’esperienza pluridecennale nel campo della sovranità alimentare e della giustizia ambientale, Mani Tese è impegnata in prima linea per promuovere progetti che affrontino lo spreco alimentare, attraverso le iniziative «Turn the Tables» e «Rebooting the Food System», co-finanziate dal Programma DEAR dell’Unione Europea. Con «Turn the Tables», Mani Tese intende implementare azioni locali per un approvvigionamento pubblico sostenibile; sostenere mense scolastiche, universitarie e istituzionali che privilegiano cibo biologico, locale e stagionale; ridurre gli sprechi lungo tutta la filiera; e promuovere la realizzazione di orti urbani che rafforzino la fornitura diretta di alimenti freschi alle mense pubbliche. A queste azioni si aggiungono diverse attività di divulgazione. Il progetto «Rebooting the Food System», invece, ha come primo obiettivo quello di sensibilizzare i giovani verso pratiche agricole più sostenibili e temi della giustizia climatica e della protezione ambientale.


