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Ecco il più antico dinosauro dalla testa a cupola: il fossile più completo di un pachicefalosauro

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
29 de septiembre de 2025
in Ciencia
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Ecco il più antico dinosauro dalla testa a cupola: il fossile più completo di un pachicefalosauro
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Per i pachicefalosauri, le «lucertole dalla testa spessa» del Cretaceo, il cranio corazzato era un’arma indispensabile negli scontri con i maschi rivali. Ora la scoperta del fossile più antico e più completo mai rinvenuto di questo dinosauro dalla testa a cupola conferma che la volta ossea ispessita del capo era una caratteristica biologica talmente importante, da essere già presente in una fase molto precoce della sua evoluzione. I resti del più antico pachicefalosauro mai ritrovato sono emersi in uno scavo nel Deserto dei Gobi, in Mongolia, e sono ora stati descritti in un articolo su Nature. La nuova specie è stata ribattezzata Zavacephale rinpoche, da due parole in tibetano che significano «radice» e «gioiello». Il primo termine ha a che fare con le antiche origini dell’animale, vissuto tra i 115 e i 108 milioni di anni fa, 14 milioni di anni prima di quando i paleontologi avevano in precedenza collocato l’evoluzione del cranio a cupola. La seconda parola è riferita al valore dell’animale e al fatto che il fossile fosse incastonato nella roccia, come una gemma nella montatura di un anello. Ad elevare ancor più il valore del fossile, studiato nel dettaglio dagli scienziati della North Carolina State University, c’è il fatto che si tratti del più completo mai trovato, con un cranio quasi intatto, le ossa degli arti, buona parte delle vertebre e delle anche. Gli autori dello studio sono riusciti persino a ricostruire gli arti anteriori e il contenuto dello stomaco dell’animale, e a risalire alla sua età al momento della morte. Il risultato è un nuovo spaccato sulla storia evolutiva di questi dinosauri e sulla loro vita di tutti i giorni. L’analisi di un campione osseo dell’animale, di cui sono stati studiati gli anelli di accrescimento come si fa con i tronchi degli alberi, ha rivelato che il dinosauro era un adolescente ancora in piena crescita al momento del decesso: era lungo circa un metro e pesava meno di 6 kg (alcuni pachicefalosauri adulti erano lunghi più di 4 metri, per 400 kg di peso). Nonostante la giovane età del dinosauro, la volta ossea del cranio appare già perfettamente formata, a riprova dell’importanza che doveva avere nei combattimenti testa a testa con gli altri esemplari. Oltretutto, è ricoperta di fossette, residuo forse di altre strutture ossee che non conosciamo. Il fossile ha permesso di studiare un altro tratto anatomico rimasto a lungo misterioso, l’aspetto delle zampe anteriori: una volta ricostruite si sono rivelate inaspettatamente minute, quasi sproporzionate rispetto al resto del corpo, non così dissimili, per dimensioni, da quelle del T. rex. Lo Zavacephale, però, non le usava per cacciare, perché era un erbivoro. A proposito della dieta del dinosauro, dove un tempo c’era lo stomaco dell’animale sono stati ritrovati gastroliti, sassi ingeriti da alcuni animali – anche moderni, come galline e coccodrilli – per aiutare a triturare il cibo e a macinare le piante dure nello stomaco. Erano usati anche da altri dinosauri, come lo stegosauro, ma è la prima volta che se ne trovano in un pachicefalosauro.

Elisabetta Intini

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