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Nato e Ue sigillano il confine Est, Zelensky chiede missili a lungo raggio a Trump

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
29 de septiembre de 2025
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Nato e Ue sigillano il confine Est, Zelensky chiede missili a lungo raggio a Trump
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Dopo giorni di tensioni sui cieli dell’est Europa, cresciuta in modo esponenziale dallo sconfinamento dello scorso 10 settembre sui cieli polacchi da parte di droni riconducibili alla Russia secondo la Nato, l’Unione europea ha annunciato un «muro» virtuale da cielo a terra a protezione del confine della Nato. «Non siamo in guerra, ma non siamo più neppure in pace», ha detto ieri sera il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. Gli ultimi velivoli non identificati sono stati avvistati nella notte in Germania, dopo Svezia e Danimarca. Merz ha dato quindi sostegno al piano di difesa dell’Unione europea annunciato dalla presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen, per rafforzare il fianco est dell’Alleanza atlantica. Il cosiddetto «muro di droni» mercoledì sarà sul tavolo dei 27 leader nel vertice informale che si terrà a Copenaghen. Piano europeo in divenire, e operazioni da armonizzare. Inizierà invece a giorni, annuncia il segretario generale della Nato Rutte, una nuova attività militare sul fianco est dell’Europa per affrontare la medesima sfida dei cieli, la cui natura non sempre è stata chiarita. «Il comportamento sconsiderato che abbiamo visto da parte della Russia è pericoloso», sostiene Rutte, aggiungendo che «la posizione degli Usa è assolutamente chiara, siamo tutti insieme, l’impegno dell’America c’è in tutti i sensi». Se Rutte prova a ridimensionare le indicazioni giunte a più riprese da Washington, su un paziale disimpegno militare da parte degli Stati Uniti in Europa, le tensioni crescenti sui cieli europei degli ultimi giorni coinvolgono anche l’Ucraina e la guerra in corso nel Paese. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scritto sul suo social network Truth che Kyiv può «combattere e riconquistare» alcune zone e che «i confini originali di quando la guerra è iniziata sono un’opzione». Sceneggiatura ben diversa, per arrivare a un accordo di pace, rispetto a quanto sostenuto nelle ultime settimane dalla Casa Bianca. Nuove considerazioni a cui si aggiungono le informazioni rivelate dal Wall Street Journal, secondo cui Trump, nel suo incontro all’Onu con Zelensky, si sarebbe detto disponibile a revocare le restrizioni all’uso da parte di Kyiv di armi a lungo raggio di fabbricazione americana per colpire all’interno del territorio russo. Si tratterebbe dei missili da crociera a lungo raggio «Tomahawk» pensati per attacchi su vasta scala. Secondo il presidente Zelensky, rientrato in Ucraina dopo aver partecipato all’Assemblea generale dell’Onu a New York, l’arma potrebbe convincere Vladimir Putin a sedersi al tavolo dei negoziati. Non ci sono soltanto i droni a preoccupare chi, dietro le quinte, lavora per riannodare i fili della diplomazia. «Le accuse secondo cui aerei russi avrebbero violato lo spazio aereo di qualcuno sono infondate e non è stata fornita alcuna prova convincente», ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. «Insistiamo sul fatto che tutti i voli dei nostri aerei militari sono rigorosamente conformi alle normative internazionali». Intanto il presidente della Belarus, Aleksandr Lukashenko, ha riaffermato le sue ambizioni di mediatore internazionale, proponendo un inedito dialogo a tre tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, accompagnato da nuove offerte sul piano energetico. L’occasione è stata un incontro a Mosca con l’omologo russo, strettissimo alleato di Minsk, durato oltre cinque ore, al termine del quale Lukashenko ha dichiarato che il presidente russo ha elaborato una proposta per porre fine alla guerra. Una proposta, ha aggiunto, che sarebbe già nota a Trump, incontrato da Putin a metà agosto in Alaska.

Francesco De Remigis

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