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La mammografia di routine può prevenire eventi cardiovascolari?

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
21 de septiembre de 2025
in Salud
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La mammografia di routine può prevenire eventi cardiovascolari?
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Può un controllo medico annuale trasformarsi nell’occasione per proteggere la salute del cuore? Un nuovo sistema di intelligenza artificiale è in grado di predire il rischio cardiovascolare di una paziente a partire dalle immagini della sua mammografia. La ricerca descritta sulla rivista scientifica Heart propone di sfruttare un esame medico di routine per offrire uno screening aggiuntivo alle donne, in un’età in cui le malattie cardiocircolatorie sono più frequenti e la prevenzione è presa sottogamba. È noto che alcune caratteristiche che emergono dalla mammografia, come la presenza di calcificazioni nelle arterie mammarie o arterie toraciche interne (vasi che irrorano il torace e le ghiandole mammarie) e la densità tissutale (cioè il rapporto tra le diverse componenti, ghiandolari, fibrose o grasse, del seno) sono associate al rischio cardiovascolare.  Tuttavia, questi parametri letti «da soli» non forniscono indicazioni chiare sull’eventualità futura che le pazienti si ammalino di cuore. La calcificazione delle arterie mammarie, per esempio, non è associata all’obesità (un importante fattore di rischio per la salute cardiovascolare) né all’abitudine al fumo, un altro predittore di problemi cardiaci. Un gruppo di scienziati guidati dal The George Institute for Global Health di Sydney e dall’Imperial College di Londra ha quindi pensato di sviluppare un sistema automatico di analisi della struttura interna del seno per prevedere in modo accurato il rischio cardiovascolare di ogni paziente. I ricercatori hanno creato un algoritmo di deep learning che ha analizzato i dati mammografici di oltre 49.000 donne di età media di 59 anni, residenti in Australia e incluse in uno studio di coorte, cioè uno studio in cui si segue un certo numero di pazienti nel tempo, chiamato Lifepool. Le pazienti erano rimaste in contatto con i medici per un periodo medio di nove anni. In questo lasso di tempo, 3.392 di esse erano incorse nel loro primo problema cardiovascolare: malattia coronarica, infarto, ictus o insufficienza cardiaca. Basandosi esclusivamente sulle caratteristiche dedotte dalla mammografia e sull’età delle paziente, il nuovo sistema di IA è riuscito a predire correttamente il rischio cardiovascolare delle donne incluse nel database con prestazioni paragonabili ad altri strumenti non basati su questo tipo di esame e che analizzano età e variabili cliniche delle pazienti. Le prestazioni dell’IA sono risultate solo leggermente migliori, quando a immagini mammografiche ed età sono state aggiunte informazioni cliniche raccolte sulle pazienti, come indice di massa corporea, abitudine al fumo, consumo di farmaci o alcol, stato di menopausa, utilizzo di terapie ormonali. Il sistema ha il vantaggio di non dover richiedere una nuova anamnesi alle pazienti, perché sfrutta i dati già raccolti durante la mammografia, uno strumento di screening già diffuso nella popolazione più a rischio di eventi cardiovascolari. Per questo, scrivono gli autori dello studio, la mammografia «ha il potenziale di fungere da strumento di valutazione del rischio «due in uno», offrendo efficienza sia alla comunità che al sistema sanitario». Questo esame potrebbe essere usato per aumentare la consapevolezza nella popolazione femminile di rischi e prevenzione cardiovascolare.

Elisabetta Intini

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