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La Cina svela il suo piano per difendere la Terra dagli asteroidi

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
13 de septiembre de 2025
in Ciencia
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La Cina svela il suo piano per difendere la Terra dagli asteroidi
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L’Universo ci regala meraviglie… ma anche qualche minaccia. Come quella rappresentata dagli asteroidi vicini alla Terra, il cui impatto con il nostro pianeta — seppur improbabile — può avere conseguenze devastanti. La Cina ha appena proposto una ricerca internazionale per metterci al riparo da questo pericolo. Durante la Terza Conferenza Internazionale sull’Esplorazione dello Spazio Profondo tenutasi settimana scorsa a Hefei, Wu Weiren — la mente dietro il programma lunare cinese — ha presentato una strategia per proteggere il nostro pianeta. Il progetto prevede un monitoraggio e allerta precoce: un sistema integrato spazio-terra, capace di rilevare tempestivamente i NEO (Near-Earth Objects) e avvisare con precisione la loro posizione. Quindi dare vita ad una missione «fly-along–impact–fly-along» (Volare, colpire, volare), il quale prevede il lancio congiunto di due sonde — una che osserva e una che impatta. Dopo un’osservazione ravvicinata, un veicolo spaziale colpirà l’asteroide ad alta velocità, deviandone l’orbita, mentre l’osservatore seguirà e registrerà il risultato. L’obiettivo è quello di allontanare l’asteroide dalla Terra per decenni, forse persino per un secolo. A inizio 2025, ha avviato un piano per assumere esperti di difesa planetaria, da occupare in attività di monitoraggio e allerta, con un occhio particolare all’asteroide 2024 YR4, inizialmente considerato a rischio per il 2032. Le nuove osservazioni hanno però ridimensionato drasticamente la minaccia: oggi la probabilità di impatto è stata ridotta a valori prossimi allo zero secondo ESA e NASA, mentre aumentano le probabilità che possa colpire la Luna. La strategia prevede una rete spaziale multidirezionale per il monitoraggio, pacchetti tecnologici di reazione rapida per affrontare ogni tipo di minaccia potenziale. La Cina, inoltre, invita a cooperare a livello internazionale su osservazione, sviluppo strumentale, dati e ricerche condivise. E l’Europa? Sul fronte europeo la cooperazione internazionale è ormai consolidata, grazie soprattutto alla missione AIDA: una dimostrazione strategica di deflessione asteroidale con impatto cinetico. La NASA aveva inaugurato il metodo con la missione DART nel 2022, impattando Dimorphos — una piccola «luna» dell’asteroide Didymos — e modificandone l’orbita. Un successo storico per la difesa planetaria. ESA, con la missione Hera, lanciata nell’ottobre 2024 su un Falcon 9, riprenderà il contatto con Dimorphos per esaminarne l’effetto dell’impatto con dettaglio scientifico. Nel frattempo è in arrivo Ramses, una missione congiunta ESA–JAXA che dovrebbe partire tra il 2028 e il 2029 per raggiungere l’asteroide Apophis, studiarne le proprietà e mettere alla prova le tecnologie di difesa in caso della sua passaggio ravvicinato alla Terra. In passato, l’UE aveva sviluppato il progetto NEOShield-2 nell’ambito del programma Horizon 2020, con l’obiettivo di creare tecnologie e strategie per deviare asteroidi e studiarne le superfici. La NASA, oltre alla missione DART, a livello governativo, ha svolto una recente simulazione di «scenario apocalittico», pianificando la risposta a un asteroide con il 72 % di probabilità d’impatto in 14 anni: l’esercitazione ha mostrato lacune nella preparazione per una tale emergenza, sottolineando l’importanza di un piano operativo solido. A livello scientifico e accademico, è in sviluppo l’idea di una missione flyby rapida, pensata per rispondere in pochi giorni all’individuazione di un asteroide che rischi di impattare, raccogliendo dati fondamentali per guidare le decisioni di difesa.

Luigi Bignami

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