Sinner si considera «troppo prevedibile», per Alcaraz. Ha detto che cambierà. Alcaraz invece non la pensa così: «Non direi. Come lui, guardo e studio molte delle sue partite. Adoro il suo modo di giocare, e quello che fa è incredibile. Non credo che sia prevedibile, ma ci conosciamo sempre meglio. Conosco le sue capacità e cerco di adattarmi per poterlo affrontare. Farà dei cambiamenti, quindi devo essere preparato fin da ora. Questa è la bellezza di questa rivalità , delle nostre partite; ci spingiamo a vicenda al limite così tanto che questo ci costringe a migliorare un po’ ogni giorno, in ogni torneo».
Poi nell’intervista concessa al Paìs e ad altre tre testate internazionali il nuovo numero 1 del mondo avverte: «Il miglior Carlos non è ancora emerso. La perfezione non esiste. Forse ci si può avvicinare, ma non è così. Quindi, resto con i piedi per terra ricordandomi che c’è sempre margine di miglioramento, che arriverà un altro giocatore, o persino Jannik stesso, che potrà superarmi ed essere migliore di me. Fuori dal campo sono migliorato molto e ho capito quanto sia importante curare ogni dettaglio per essere perfetti. Penso che questo sia stato il mio più grande miglioramento. Penso di poter fare un sacco di cose in campo, un sacco di colpi; dalle palle corte ai colpi con effetto. Inoltre, sono sempre più soddisfatto del mio fisico, perché mi dà molta sicurezza».
Amedeo Clerici



