Ipannelli solari tradizionali, con cui stiamo ricoprendo i tetti di tante nostre abitazioni, sono realizzati con silicio o vetro. Un bel problema per l’ambiente, perché secondo l’International Energy Agency (IEA), entro il 2050 i rifiuti derivanti dai pannelli solari raggiungeranno livello globale tra i 60 e i 78 milioni di tonnellate. L’Università di Pisa ha forse trovato una soluzione più ecosostenibile: i ricercatori hanno sviluppato concentratori solari fluorescenti (il cuore dei pannelli solari) utilizzando materiale acrilico (plastico) rigenerato. Con il riciclo della plastica, quindi, si potranno realizzare pannelli solari con meno emissioni, più sostenibilità e un’energia solare su misura per le città. Lo studio «Assessing the performance of sustainable luminescent solar concentrators based on chemically recycled poly(methyl methacrylate)» è stato premiato dalla Royal Society of Chemistry tra i migliori contributi agli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU ed è stato pubblicato sulla rivista RSC Applied Polymers. Il lavoro si è svolto nell’ambito di LUCE, un progetto finanziato dall’Unione Europea. Per l’Università di Pisa, insieme al professor Pucci, lavorano a LUCE il dottor Marco Carlotti, e i giovani ricercatori Alberto Picchi e Hanna Pryshchepa, in collaborazione con il CNR-ICCOM di Firenze e l’Università di Napoli Federico II. Quelli progettati a Pisa sono concentratori solari luminescenti: lastre trasparenti e colorate in materiale acrilico (PMMA) ottenuto da rifiuti plastici rigenerati, capaci di catturare la luce solare e convogliarla verso piccoli moduli fotovoltaici installati sui bordi. Questa tecnologia, pensata per essere integrata in vetrate, pensiline, serre e facciate trasparenti, unisce prestazioni elevate e ridotto impatto ambientale. «Abbiamo dimostrato che è possibile ottenere concentratori solari per pannelli fotovoltaici efficienti utilizzando plastica rigenerata invece di materie prime fossili» spiega il professor Andrea Pucci, coordinatore della ricerca. I test di laboratorio e in condizioni reali (su tetti e facciate esposte al sole) hanno confermato la validità dei materiali e la loro durata nel tempo. Una prima applicazione di questa tecnologia intanto è già visibile nella pensilina fotovoltaica installata a Livorno nel 2023, nata da un progetto dell’Università di Pisa finanziato dalla Regione Toscana, in cui però erano state utilizzate un lastre di acrilico da sintesi, non riciclate.
Michele Grandoni



