Donald Trump torna a puntare il dito contro l’India, accusando Nuova Delhi di aver mantenuto per decenni una relazione commerciale «totalmente a senso unico» con Washington. In un post su Truth Social, il presidente americano ha sostenuto che gli Stati Uniti importano dal Paese asiatico «massicce quantità di beni», mentre riescono a esportarne «molto poco» a causa dei dazi elevati imposti dal governo indiano. «È stata una catastrofe a senso unico per molti decenni», ha scritto Trump, ricordando che le tariffe indiane sarebbero state «le più alte di qualsiasi altro Paese» e avrebbero reso difficile l’ingresso delle imprese statunitensi in quel mercato. Trump ha inoltre evidenziato che l’India continua ad acquistare la maggior parte di petrolio e armamenti dalla Russia, e solo in minima parte dagli Stati Uniti. Secondo l’inquilino della Casa Bianca, Delhi avrebbe ora offerto di ridurre i dazi «a zero», ma la mossa arriverebbe troppo tardi: «Avrebbero dovuto farlo anni fa», ha commentato, invitando i suoi sostenitori a «riflettere su questi semplici fatti». Le parole di Trump si inseriscono in un contesto già teso tra Washington e Nuova Delhi. Come riportano Financial Times e Reuters, l’amministrazione americana ha deciso di raddoppiare i dazi sulle importazioni dall’India, portandoli fino al 50%, in risposta agli acquisti indiani di petrolio russo. La misura ha innescato una crisi diplomatica ed economica senza precedenti tra i due Paesi, con effetti pesanti su diversi settori, dall’abbigliamento alla tecnologia. Una mossa che, secondo gli analisti, rischia di rafforzare ancora di più i legami con Mosca e Pechino.
Piero Bonito Oliva



