«Michelina ha sempre pensato alla cultura come a un’esperienza di trasmissione che fosse anche un modo di vita, da organizzare come una vera comunità. In base a questa visione ha plasmato a partire dal 1995 la Scuola Alti Studi in Scienze della Cultura della Fondazione Collegio San Carlo, un progetto davvero memorabile e generativo. Quella esperienza, di cui ho avuto il privilegio di essere partecipe prima come allievo, e poi come collaboratore, costituiva un modello avanzato non solo per la fertile connessione tra saperi interdisciplinari, ma anche per la modalità di relazione diretta che aveva stabilito tra insegnanti e allievi, fianco a fianco nelle aule dei seminari e nella vita di collegio». È il ricordo commosso in un post su fb che il direttore del Festivalfilosofia, Daniele Francesconi, ha dedicato a Michelina Borsari, anima storica della manifestazione, morta il 21 agosto per una malattia a 74 anni. L’assenza di Borsari alla conferenza stampa di presentazione del programma del Festival che in programma il 19, 20 e 21 a Modena, Carpi, Sassuolo, si era fatta notare; proprio in quei giorni le sue condizioni peggioravano.
PER 16 ANNI DIRETTRICE SCIENTIFICA DEL FESTIVALFILOSOFIA
Colpisce che l’edizione di quest’anno sia dedicata a un tema, la paideia-l’educazione, che tanto le stava a cuore come il suo curriculum mostra. Per 16 anni è stata direttrice scientifica del festivalfilosofia, dal 2001 al 2016, e precedentemente della Fondazione Collegio San Carlo. Dopo la direzione ha fatto ingresso nel Comitato scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia. L’organizzazione tutta del Festival, come riporta la nota stampa di cordoglio alla notizia della sua morte, ha avuto in lei un riferimento. Di formazione filosofica, Michelina Borsari affianca un lungo periodo di ricerca sui temi antropologici del cartesianesimo all’insegnamento presso la sezione sperimentale linguistica del Liceo Ginnasio Statale L.A. Muratori di Modena. Collabora anche a riviste interdisciplinari. Già curatrice delle attività editoriali, assume nel 1987 la Direzione scientifica della Fondazione San Carlo di Modena e ne sostiene l’orientamento verso gli studi culturali a forte matrice filosofica e storico-antropologica. Sulla base dell’indirizzo unitario e autonomo dell’Istituzione, si impegna nella progettazione della Scuola Internazionale di Alti Studi Scienze della Cultura, che dirige dalla sua nascita, nel 1995, e partecipa attivamente all’iniziativa delle Istituzioni culturali cittadine per l’attivazione della Facoltà di Lettere e Filosofia nell’Ateneo modenese. Si applica inoltre alla progettazione di forme innovative di comunicazione pubblica della cultura realizzando, tra le altre, VivaVoce, rassegna di pubbliche letture (dal 1993) e il festivalfilosofia, che dirige dal 2001 al 2016. Dal 2009 è Direttore scientifico del Consorzio per il festivalfilosofia, l’Ente costituito dai Comuni di Modena, Carpi e Sassuolo, Provincia di Modena, Fondazione San Carlo di Modena e Fondazione di Modena con la finalità di progettare e realizzare la manifestazione.
SPINOZA IL FILOSOFO DA LEI PIÙ AMATO
Francesconi ne ricorda nel suo post anche tratti personali inconfondibili. «Schiva e a volte ruvida, irradiava convinzione e perseveranza. Senza l’intransigenza intellettuale e morale che la caratterizzava, difficilmente sarebbero potuti crescere progetti complessi come quelli cui ha dato vita. Senza il rigore e la dedizione che offriva e al contempo esigeva– scrive- non si sarebbero potute formare generazioni di studiosi e professionisti che hanno poi saputo trovare la propria strada intellettuale e personale, com’è giusto che sia nel percorso che dagli insegnamenti conduce verso l’autonomia. C’è una parola che sembra perfetta per rappresentare il suo atteggiamento nel tratto conclusivo della sua vita: mai come nella malattia è emerso con evidenza che la pervicacia, la resistenza, la lucidità e la dignità che hanno caratterizzato la sua esistenza sono manifestazioni del conatus, la propensione incancellabile a vivere, principio cardine del pensiero di uno dei filosofi da lei più amati, Spinoza, non a caso autore d’elezione anche per Remo Bodei e Tullio Gregory, i due maestri che maggiormente l’hanno affiancata». «Ebbi la fortuna di conoscerla più di trent’anni fa e le chiacchierate con lei non erano mai banali. Mi ha sempre colpito la profondità delle sue riflessioni, quel bisogno di scavare nel pensiero, esplorare tutti i risvolti che una questione, un tema all’apparenza semplice potevano celare», le parole del sindaco di Modena Massimo Mezzetti per Michelina Borsari, la professoressa, l’intellettuale, la «filosofa dal cuore estatico» come l’ha omaggiata sui social Enzo Bianchi che ha concluso: senza di lei «mi sento più solo».
Silvia Mari De Santis



