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Menti sull’età a YouTube? Con l’Intelligenza artificiale (in teoria) non sarà più possibile

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
22 de agosto de 2025
in Tecnología
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Menti sull’età a YouTube? Con l’Intelligenza artificiale (in teoria) non sarà più possibile
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YouTube ha avviato negli Stati Uniti la sperimentazione di un sistema di verifica dell’età basato sull’Intelligenza Artificiale, con l’obiettivo di distinguere tra adulti e minori analizzando le abitudini di visione e non la sola data di nascita dichiarata al momento della registrazione. La tecnologia, sviluppata internamente, prende in considerazione schemi ricorrenti nelle visualizzazioni, incrociandoli con modelli predittivi già testati in altri Paesi. Se l’algoritmo rileva che un utente loggato potrebbe avere meno di 18 anni, scattano automaticamente i filtri già previsti: limitazioni sui contenuti, avvisi sulla privacy, promemoria per fare pause e divieto di profilazione (al fine di evitare pubblicità personalizzate). Per contestare un errore di classificazione, sarà possibile confermare la propria età caricando un documento d’identità, fornendo i dati di una carta di credito o inviando un selfie, in un processo che YouTube assicura essere sicuro e conforme alle norme di protezione dati. Il sistema si attiva soltanto per chi accede con un account, analizzando la tipologia di video guardati, la frequenza di visione e il tempo trascorso su determinati contenuti per dedurre l’età presunta. Non influisce sullo streaming senza login, ma in quel caso alcuni contenuti sensibili restano bloccati fino alla verifica manuale. In questa prima fase il test sta coinvolgendo una percentuale ridotta di utenti statunitensi, con la possibilità di espansione se le prestazioni si riveleranno affidabili come nelle sperimentazioni già condotte in Europa e Asia. La piattaforma, controllata da Google, sottolinea che l’IA non sostituisce le altre forme di controllo ma le integra, con l’obiettivo di mantenere un’esperienza sicura per i minori senza sacrificare eccessivamente la libertà di fruizione. La mossa arriva in un contesto di crescente pressione politica e normativa. A fine giugno la Corte Suprema statunitense ha confermato una legge del Texas per impedire ai minori l’accesso alla pornografia online, aprendo la strada a possibili misure simili in altri Stati. Legislatori e gruppi per la sicurezza digitale chiedono da tempo alle piattaforme di verificare l’età degli utenti in modo più rigoroso, soprattutto nei servizi con video, chat e contenuti generati dagli utenti. Non tutti, però, concordano su chi debba assumersi la responsabilità: alcune aziende sostengono che l’onere dovrebbe ricadere sugli app store di Apple e Google, ritenuti il punto di accesso principale, ma entrambi i colossi tecnologici hanno finora resistito, sollevando dubbi circa la fattibilità e il rispetto della privacy. Sempre negli Stati Uniti, organizzazioni come la Electronic Frontier Foundation e il Center for Democracy & Technology hanno messo in guardia sui rischi di sorveglianza e sull’eventuale violazione della libertà di espressione. L’uso dell’IA per profilare gli utenti in base ai contenuti visualizzati solleva interrogativi su trasparenza e durata della conservazione dei dati, oltre che sul rischio che la piattaforma commetta errori. Gli esperti ricordano che un’etichettatura errata potrebbe avere ripercussioni concrete, escludendo un adulto da contenuti legittimi o, al contrario, lasciando passare materiale inappropriato per un minore. La sfida per YouTube sarà trovare un equilibrio tra la protezione dei più giovani e il rispetto della privacy individuale, in un’epoca in cui la fiducia degli utenti si gioca anche su come vengono gestite informazioni così sensibili.

Simone Valtieri

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