Un fiume di militari israeliani pronti a riversarsi sulla Striscia di Gaza. Il ministro della Difesa , Israel Katz, ha confermato le notizie diffuse dal Times of Israel dopo i piani militari approvati nelle ultime ore. I militari prevedono la partecipazione alle operazioni di cinque divisioni delle Idf, i riservisti richiamati saranno 60mila ed è stato esteso di circa un mese il servizio per molti di coloro che sono già operativi. A un certo punto dell’offensiva potrebbero esserci in totale circa 130.000 riservisti, informa lo Stato maggiore. Oltre un milione di palestinesi saranno sfollati, costretti a spostarsi da Gaza City verso il sud dell’enclave palestinese martoriata dalle operazioni militari che vanno avanti dall’attacco lanciato in Israele da Hamas il 7 ottobre 2023. I militari affermano, si legge sul Times of Israel, che verranno allestiti più siti per la distribuzione di aiuti e almeno altri due ospedali dal campo, mentre dovrebbe tornare ad essere operativo l’European Hospital nel sud della Striscia. Intanto al Jezeera ha diffuso i nuovi numeri del massacro in corso nell’enclave palestinese: secondo le autorità di Gaza sono quasi 19mila i bambini tra gli «oltre 62mila palestinesi uccisi» dall’avvio delle operazioni militari israeliane. L’offensiva israeliana per l’occupazione di Gaza – secondo le informazioni della Difesa – è già entrata nella sua fase preparatoria. I militari, riporta il Times of Israel, hanno confermato che l’operazione denominata ‘Carri di Gedeone II’ è iniziata con un’offensiva alla periferia di Gaza City, con la Brigata Nahal, unità di fanteria, e la Settima brigata corazzata che hanno operato nella zona di Zeitoun mentre la Brigata di fanteria Givati ha avviato una nuova offensiva nell’area di Kafr Jabalia, a nord di Gaza City. L’offensiva a Gaza City è prevista come un’operazione per fasi, a cominciare dallo sgombero dei civili nella zona, poi la città verrà accerchiata e le truppe inizieranno a muoversi verso l’interno. In Israele, intanto, il Forum delle famiglie degli ostaggi e dei dispersi ha chiesto un incontro urgente con il ministro della Difesa e il capo di Stato Maggiore delle Idf nel timore di conseguenze per gli ostaggi trattenuti nell’enclave palestinese dopo il via libera alla nuova operazione. «Approvare i piani per l’occupazione di Gaza, mentre c’è un accordo sul tavolo in attesa dell’approvazione di Netanyahu è una pugnalata al cuore per le famiglie», affermano in una dichiarazione, convinti che «il piano che avrebbe dovuto essere approvato era quello per il ritorno di tutti gli ostaggi». I mediatori arabi, guidati dal Qatar, continuano a credere in un cessate il fuoco a Gaza, e dopo il sì di Hamas alla nuova proposta di accordo sperano in un gesto di buona volontà anche da parte di Israele, ma il negoziato resta appeso ad un filo sottile. Benyamin Netanyahu ha fatto filtrare di non aver cambiato idea e di accettare soltanto il rilascio immediato di tutti gli ostaggi, e non in due tempi come proposto. Nel frattempo il premier israeliano si è scagliato contro Emmanuel Macron, in una lettera in cui lo accusa di «alimentare il fuoco dell’antisemitismo» con il suo progetto di riconoscere lo Stato di Palestina. Secca la replica di Parigi: «Sulla lotta all’antisemitismo non prendiamo lezioni da nessuno». E questo morbo che «avvelena le nostre società europee, con un’accelerazione di atti violenti dopo il 7 ottobre, non può essere strumentalizzato».
Stefano Leszczynski

