La premier Giorgia Meloni è arrivata a Washington nelle prime ore del mattino per partecipare al vertice alla Casa Bianca tra Trump e Zelensky. L’attesissimo summit è stato organizzato dopo lo storico incontro di Ferragosto in Alaska tra Trump e Putin: presenti anche il presidente francese Macron, il cancelliere tedesco Merz, il premier britannico Starmer e quello finlandese Stubb, il Segretario generale della Nato Rutte e la presidente della Commissione europea von der Leyen.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, affida al suo social Truth tutto il suo entusiasmo: «È un giorno importante alla Casa Bianca. Non ho mai avuto così tanti leader europei contemporaneamente. È un grande onore per me ospitarli!!, scrive, in vista dell’incontro con Volodymyr Zelensky e i leader europei e il suo post viene ripreso anche dai canali ufficiali della Casa Bianca.
Il programma della giornata diramato dall’amministrazione americana prevede che Trump incontrerà prima Volodymyr Zelensky, alle 13.25 ora locale (alle 19.15 ora italiana). All’incontro bilaterale seguirà da protocollo il saluto ai leader europei, con foto di gruppo, dalle 14.15 ora locale (le 20.15 ora italiana). Alle 15 (le 21 in Italia) il summit esteso a capi di Stato, segretario della Nato e presidente della Commissione europea. Gli ospiti europei alla Casa Bianca arriveranno già alle 12 ora locale (le 18 italiane).
Il presidente Trump però non si è limitato a manifestare entusiasmo per l’arrivo degli ospiti: in un altro post su Truth, precedente all’incontro di oggi, ha anticipato anche le sue ‘aspettative’. «Il presidente ucraino Zelensky- ha scritto- può porre fine alla guerra con la Russia quasi immediatamente, se lo desidera, oppure può continuare a combattere!». E ancora: «Ricordate come è iniziato tutto. Non si può riavere indietro la Crimea data da Obama (12 anni fa, senza che sia stato sparato un colpo!), e non si può entrare nella Nato da parte dell’ucraina. Alcune cose non cambiano mai!!», ha aggiunto il presidente americano, mandando dei chiari messaggi al presidente ucraino e agli alleati sulle possibili pretese russe e quelle ucraino-europee.
La risposta di Zelensky è arrivata a stretto giro: «Sono già arrivato a Washington, domani incontrerò il Presidente Trump. Domani parleremo anche con i leader europei. Sono grato per l’invito. Condividiamo tutti un forte desiderio di porre fine a questa guerra in modo rapido e affidabile», scrive infatti il leader ucraino in un lungo post su X al suo arrivo negli States. «E la pace deve essere duratura- prosegue- Non come anni fa, quando l’Ucraina fu costretta a rinunciare alla Crimea e a parte del nostro Oriente – parte del Donbass – e Putin lo usò semplicemente come trampolino di lancio per un nuovo attacco. O quando all’Ucraina furono concesse le cosiddette «garanzie di sicurezza» nel 1994, ma non funzionarono». E sulla Crimea, non lancia aperture: «Naturalmente, la Crimea non avrebbe dovuto essere ceduta allora, proprio come gli ucraini non hanno rinunciato a Kiev, Odessa o Kharkiv dopo il 2022. Gli ucraini stanno combattendo per la loro terra, per la loro indipendenza». «Ora- prosegue Zelensky- i nostri soldati hanno ottenuto successi nelle regioni di Donetsk e Sumy. Sono fiducioso che difenderemo l’Ucraina, garantiremo efficacemente la sicurezza e che il nostro popolo sarà sempre grato al Presidente Trump, a tutti in America e a ogni partner e alleato per il loro sostegno e la loro preziosa assistenza». In definitiva «La Russia deve porre fine a questa guerra, che ha iniziato lei stessa- puntualizza Zelensly, in replica a Trump- E spero che la nostra forza congiunta con l’America e i nostri amici europei possa costringere la Russia a una vera pace. Grazie!».
Mario Basile



