Un anno dopo la scomparsa di Roberto Cavalli, il lusso e gli eccessi che hanno segnato la sua vita lasciano spazio a una domanda che pesa come un macigno: «Oltre ai beni, quanti debiti ha lasciato lo stilista?». È il quesito che apre l’inchiesta del Corriere della Sera sul complesso iter della successione. Il re della moda italiana, morto il 12 aprile 2024 a 83 anni nella sua villa di 60 stanze sulle colline fiorentine, aveva depositato il suo ultimo testamento il 29 novembre 2023 dal notaio Mario Buzio, revocando le disposizioni precedenti. I beni andranno in parti uguali all’ultima compagna, Sandra Nilsson (39 anni), e ai sei figli: dal primogenito Tommaso (57 anni) al piccolo Giorgio, di appena due anni. L’eredità è stata accettata con beneficio d’inventario, così da tutelare gli eredi da eventuali passività oltre il valore dell’attivo. Il notaio Riccardo Cambi ha fissato al 15 ottobre 2025 il termine per i creditori per presentare le proprie richieste. Come ricorda il Corriere, la posta in gioco non è solo emotiva: immobili di pregio, terreni, opere d’arte, yacht, un elicottero e la liquidità derivante dalla vendita della maison nel 2015 — un incasso personale stimato in 230 milioni di euro. Stime ufficiose collocano l’attivo tra i 200 e i 400 milioni, ma il vero nodo resta capire il peso dei debiti. «Siamo compatti e allineati, non ci sono dissidi», ha detto al Corriere Tommaso Cavalli dalla sua tenuta toscana, senza aggiungere dettagli sulla ripartizione. A metà ottobre, quando scadranno i termini per i creditori, si potrà finalmente tracciare il bilancio finale di un’eredità tanto preziosa quanto complessa.
Piero Bonito Oliva



