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I dubbi sulla Sacra Sindone di Torino: cosa dice davvero il nuovo studio?

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
8 de agosto de 2025
in Ciencia
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I dubbi sulla Sacra Sindone di Torino: cosa dice davvero il nuovo studio?
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Nelle ultime ore uno studio che ha analizzato digitalmente la Sacra Sindone di Torino sta facendo discutere. Pubblicata su Archaeometry e condotta da Cicero Moraes, esperto in grafica digitale e designer 3D, la ricerca ha utilizzato software di modellazione gratuiti come MakeHuman, Blender e CloudCompare per simulare in che modo un tessuto cade su due forme diverse: un corpo umano reale e una sua scultura in bassorilievo. Quanto scoperto ha scatenato un acceso dibattito sulla possibilità che la sindone non sia altro che un falso storico – o per meglio dire, un’opera artistica.  Innanzitutto è bene specificare che non è la prima volta che l’originalità della Sindone di Torino, ritrovata nel 1353, viene messa in dubbio: nel 1989 una datazione al radiocarbonio l’aveva collocata tra il 1260 e il 1390 d.C, in piena epoca medievale. Studi successivi avevano ipotizzato che la datazione così tardiva fosse dovuta al fatto che fosse stato analizzato un campione di una sezione di tessuto rammendata. Uno studio botanico del 1999 aveva contraddetto la datazione di dieci anni prima, sostenendo invece che la stoffa fosse di Gerusalemme e risalisse a prima dell’VIII secolo d.C. Moraes, utilizzando software digitali, ha virtualmente appoggiato un telo su un modello umano in 3D e uno in bassorilievo. L’immagine prodotta sul telo appoggiato al modello umano è risultata deformata e allargata – ben diversa da quella visibile sulla Sindone originale. Questa distorsione è conosciuta come «effetto maschera di Agamennone», dalla maschera funeraria in lamina d’oro ritrovata nel 1876 a Micene, in Grecia, nella quale il volto del defunto appare «appiattito». L’effetto, spiega lo stesso Moraes, è facilmente replicabile in casa: basta truccarsi il volto e appoggiarvi due fogli di carta da cucina assorbente. I contorni che verranno impressi non saranno una «fotocopia» dei lineamenti, ma una loro riproduzione deformata a causa della tridimensionalità del volto. L’archeologo Heinrich Schliemann pensava che la maschera che aveva ritrovato fosse di Agamennone, ma in realtà risale a secoli prima della Guerra di Troia, intorno al 1550 a.C. © Viacheslav Lopatin | Shutterstock Appoggiando invece virtualmente il telo su un modello umano scolpito in bassorilievo, l’immagine risultante è risultata molto più simile a quella visibile sulla sindone di Torino, con «meno distorsioni anatomiche e una maggiore fedeltà ai contorni originali», commenta Moraes. Per questi motivi l’esperto ipotizza che la Sacra Sindone sia un’opera artistica, creata appoggiando il tessuto su un bassorilievo in legno, pietra o metallo, e applicando calore o pigmenti sulle aree impresse per creare un’immagine. Moraes non esclude radicalmente la possibilità che la Sindone di Torino sia originale e abbia effettivamente coperto il corpo di Gesù, ma trova questa ipotesi piuttosto improbabile: pur non stabilendone un’età esatta, sostiene che possa trattarsi di un oggetto funerario e di un «capolavoro dell’arte cristiana».

Chiara Guzzonato

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