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Le cellule tumorali si accendono se schiacciate, è una difesa

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
4 de agosto de 2025
in Salud
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Le cellule tumorali si accendono se schiacciate, è una difesa
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Quando vengono schiacciate o compresse, le cellule tumorali si accendono ‘immediatamente innescando una risposta molto intensa: si tratta di un meccanismo di difesa che le aiuta a riparare i danni al Dna e a sopravvivere agli affollati ambienti del corpo umano, e spiega anche come fanno queste cellule a sopravvivere quando si muovono attraverso un tumore o quando scivolano attraverso i vasi sanguigni. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Nature Communications, guidato dal Centro per la Regolazione Genomica (Crg) di Barcellona. La ricerca dimostra inoltre come questo meccanismo possa essere sfruttato a vantaggio della lotta al cancro: potrebbe infatti aiutare a individuare le cellule maligne prima che si diffondano nel corpo e potrebbe aprire a nuove terapie basate su questo genere di stress meccanici, una strada ancora poco esplorata. I ricercatori coordinati da Verena Ruprecht e dall’italiana Sara Sdelci del Crg hanno usato uno speciale microscopio in grado di comprimere le cellule viventi fino a un trentesimo del diametro di un capello umano. Hanno così osservato che nel giro di tre secondi i mitocondri, le centrali energetiche della cellula, si radunano tutti intorno al nucleo pompando all’interno una quantità extra di energia, necessaria ai macchinari molecolari che riparano il Dna. «Ci costringe a ripensare il ruolo dei mitocondri nel corpo umano», afferma Sdelci: «Non sono batterie statiche che alimentano le nostre cellule, ma piuttosto agili soccorritori che possono essere chiamati in situazioni di emergenza – dice la ricercatrice – quando le cellule sono letteralmente spinte al limite». Lo studio si è concentrato sulle cellule cancerose, ma secondo gli autori si tratta probabilmente di un fenomeno universale che riguarda tutte le tipologie di cellule. «Ovunque le cellule siano sotto pressione – commenta Sdelci – un aumento di energia nucleare probabilmente salvaguarda l’integrità del genoma. Si tratta di un livello di regolazione completamente nuovo che segna un cambiamento fondamentale nella nostra comprensione di come le cellule sopravvivono a periodi intensi di stress fisico».

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