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Home Ciencia

L 98-59 f: scoperto un pianeta potenzialmente abitabile a 35 anni luce dalla Terra

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
3 de agosto de 2025
in Ciencia
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L 98-59 f: scoperto un pianeta potenzialmente abitabile a 35 anni luce dalla Terra
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Un gruppo di astronomi ha scoperto un nuovo pianeta nella zona abitabile di una stella vicina, una scoperta che alimenta l’interesse per la ricerca di mondi simili alla Terra al di fuori del nostro sistema solare. Si tratta di L 98-59 f, il quinto pianeta noto nel sistema della stella L 98-59, situata a circa 35 anni luce dalla Terra nella costellazione del Pesce Australe. La stella madre è una «nana rossa» fredda e debole, già nota per ospitare un sistema compatto di piccoli pianeti rocciosi. Le nane rosse sono stelle di piccola massa, circa 0,1–0,6 volte quella del Sole. Hanno una temperatura superficiale relativamente bassa (circa 2.500–3.500 K), per questo appaiono rosse. Bruciano idrogeno molto lentamente, quindi possono vivere centinaia di miliardi di anni. Nonostante siano le più comuni nell’universo, la loro luce è così debole da renderle invisibili a occhio nudo. Il nuovo esopianeta, descritto in uno studio pubblicato sulla rivista Earth and Planetary Astrophysics, è una «super-Terra»: ha una massa minima pari a 2,8 volte quella del nostro pianeta e orbita attorno alla sua stella in 23 giorni terrestri. Quel che rende la scoperta particolarmente rilevante è che L 98-59 f si trova all’interno della cosiddetta «zona abitabile» – una fascia di distanza dalla stella in cui, se esistessero le condizioni atmosferiche giuste, potrebbe esserci acqua allo stato liquido. Questa è una delle premesse fondamentali per la potenziale presenza di vita come la conosciamo. «Trovare un pianeta temperato in un sistema così compatto rende questa scoperta particolarmente entusiasmante», ha commentato Charles Cadieux, ricercatore post-dottorato dell’Università di Montréal e primo autore dello studio. «Dimostra quanto possano essere diversi i sistemi planetari e quanto sia importante continuare a studiare i mondi attorno alle stelle di piccola massa». Il pianeta non transita davanti alla sua stella dal nostro punto di vista, quindi non è stato possibile osservarlo con i metodi tradizionali di transito. La sua presenza è stata rilevata grazie alla tecnica della velocità radiale, monitorando i lievi movimenti della stella causati dalla forza gravitazionale del pianeta. L’analisi è stata resa possibile grazie ai dati raccolti dagli spettrografi HARPS e ESPRESSO dell’Osservatorio Europeo Australe (ESO), combinati con le osservazioni dei telescopi spaziali TESS della NASA e James Webb (JWST). I ricercatori hanno utilizzato tecniche avanzate per filtrare il «rumore» prodotto dall’attività della stella, riuscendo così a misurare con precisione le proprietà di tutti e cinque i pianeti del sistema. I pianeti interni del sistema L 98-59 mostrano caratteristiche estremamente diverse tra loro. Il pianeta più vicino alla stella, L 98-59 b, ha un diametro pari all’84% di quello terrestre e una massa pari alla metà. È uno degli esopianeti più piccoli mai rilevati. Le analisi suggeriscono che le forze mareali potrebbero alimentare l’attività vulcanica sui due pianeti più vicini, mentre il terzo pianeta presenta una densità sorprendentemente bassa, facendo pensare che possa trattarsi di un mondo ricco d’acqua, molto diverso da qualsiasi pianeta del nostro sistema solare. Questa diversità offre agli astronomi un’occasione unica per studiare come si formano e si evolvono i sistemi planetari. Secondo Cadieux, «questi nuovi risultati ci danno il quadro più dettagliato mai ottenuto di questo affascinante sistema.» L 98-59 è una stella piccola e relativamente vicina, caratteristiche che rendono i suoi pianeti ideali per futuri studi atmosferici. Se L 98-59 f possedesse un’atmosfera, telescopi avanzati come il James Webb potrebbero persino rilevare la presenza di vapore acqueo, anidride carbonica o — potenzialmente — indizi biologici. La scoperta di L 98-59 f rappresenta un altro passo verso uno degli obiettivi più ambiziosi dell’astronomia moderna: trovare un mondo abitabile, o addirittura abitato, al di fuori del nostro sistema solare.

Luigi Bignami

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