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L’intelligenza artificiale traduce la scrittura cuneiforme (ma, per ora, non è molto precisa)

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
28 de julio de 2025
in Cultura
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L’intelligenza artificiale traduce la scrittura cuneiforme (ma, per ora, non è molto precisa)
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Il cuneiforme è la più antica forma di scrittura conosciuta, ma solo poche centinaia di esperti al mondo riescono a decifrarla: ora un team di archeologi e informatici israeliani ha sviluppato un programma di traduzione in stile Google Traduttore che si serve dell’intelligenza artificiale per tradurre in inglese testi scritti in antico cuneiforme accadico. I risultati sono promettenti, ma il programma può essere ancora perfezionato: il progetto è importante perché traducendo antichi testi accadici potremmo scoprire antiche tradizioni finora sconosciute. Il programma si basa sulla cosiddetta traduzione automatica neurale, la stessa usata da Google Traduttore e da altri servizi di traduzione, che funziona convertendo le parole in stringhe di numeri per poi tradurle in un’altra lingua con una costruzione sintattica più precisa. Per valutare le traduzioni automatiche esiste uno strumento sviluppato a inizio anni 2000 che si chiama Best Bilingual Evaluation Understudy 4 (BLEU4). Il nuovo programma sviluppato dai ricercatori ha ottenuto un punteggio di 36,54 nella traduzione cuneiforme-inglese, su una scala da 0 a 100. «Un punteggio attorno a 37 è considerato piuttosto buono per un modello di traduzione in via di sviluppo», afferma Gai Gutherz, uno degli autori del programma. Per avere un termine di paragone, Google traduttore ha un punteggio di circa 60 nella traduzione dallo spagnolo all’inglese. Il cuneiforme accadico era una lingua scritta e parlata in Mesopotamia e in Medio Oriente tra il 3000 a.C. e il 100 d.C. Era una sorta di esperanto dell’epoca, e permetteva a persone provenienti da diverse regioni di comunicare tra loro. Attorno al 2000 a.C. la lingua si suddivise in accadico assiro e accadico babilonese, mentre dal 600 a.C. iniziò a essere sostituita dall’aramaico, fino a scomparire. Come accade ad altri strumenti di traduzione più sviluppati, l’intelligenza artificiale si è rivelata più precisa nella traduzione di testi stereotipati, come decreti reali o divinazioni, che seguono delle formule ben precise, e ha avuto più difficoltà con testi letterari e poetici, come lettere e trattati. Il programma ha restituito comunque risultati migliori del previsto, anche se è ancora ben lontano dal fornire traduzioni accurate. Una delle sfide più complesse è stata la scarsità di materiale su cui addestrare l’intelligenza artificiale: «ChatGPT funziona così bene perché è stato allenato sui contenuti dell’intero internet», spiega Gutherz. Nel caso del cuneiforme, invece, il più grande database di tavolette in accadico aveva solo poche decine di migliaia di voci. Un altro ostacolo è stato il fatto che durante i 3.000 anni in cui il cuneiforme accadico è stato utilizzato, la lingua è cambiata notevolmente: in alcuni casi i simboli sono cambiati totalmente nel giro di mille anni, senza contare la differenza tra i dialetti. Nel complesso, si tratta comunque di un progetto di grande valore, poiché fino a ora tradurre dal cuneiforme richiedeva molto tempo e l’impiego di esperti in grado di traslitterarlo in latino, e successivamente in inglese.

Chiara Guzzonato

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