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Home Ciencia

3I/ATLAS: E se l’oggetto interstellare (per pura ipotesi) fosse una tecnologia aliena?

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
25 de julio de 2025
in Ciencia
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3I/ATLAS: E se l’oggetto interstellare (per pura ipotesi) fosse una tecnologia aliena?
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Il terzo oggetto interstellare mai osservato, chiamato 3I/ATLAS (scoperto qualche settimana fa), ha attirato l’attenzione della comunità scientifica per le sue caratteristiche anomale. Orbita retrograda quasi allineata all’eclittica, dimensioni insolite (circa 20 km di diametro), nessuna traccia di gas cometari, e un passaggio straordinariamente ravvicinato a Marte, Venere e Giove (nell’ordine, vedi traiettoria sotto): tutto questo rende 3I/ATLAS un visitatore celeste fuori dal comune. A sollevare un’ipotesi provocatoria è Avi Loeb, fisico teorico e già presidente del dipartimento di astronomia di Harvard, oggi a capo del Galileo Project, che indaga in modo scientifico la possibile natura tecnologica di oggetti anomali. In un recente documento cofirmato con Adam Hibberd e Adam Crowl, Loeb esplora l’idea che 3I/ATLAS possa essere una sonda artificiale, potenzialmente inviata da una civiltà extraterrestre. Loeb non è uno scienziato marginale. Ha fatto parte del Presidential Council of Advisors on Science and Technology e della National Academy of Sciences negli Stati Uniti. Non afferma che 3I/ATLAS sia certamente alieno, ma ritiene che valga la pena esplorare l’ipotesi, proprio perché — se fosse vera — le implicazioni per l’umanità sarebbero esistenziali. La reazione del mondo scientifico è stata, prevedibilmente, mista. Alcuni colleghi accusano Loeb di sensazionalismo, ricordando il precedente con Oumuamua. Altri, come evidenziano alcuni esperti, riconoscono che si tratta almeno di una «esercitazione pedagogica» utile per sviluppare strumenti e protocolli in vista dei molti oggetti interstellari che il telescopio Vera Rubin scoprirà nel prossimo decennio. Il riferimento di Loeb alla «dark forest hypothesis» — l’idea che civiltà aliene evitino di farsi notare per paura di essere distrutte — è preso dalla narrativa di fantascienza, ma serve a stimolare il pensiero critico. L’ipotesi extraterrestre, per quanto improbabile, non può essere esclusa a priori, proprio perché — come scrive Loeb — ignorare l’opzione tecnologica non è un segno di intelligenza.

Roberto Graziosi

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