Non c’è estate che passi senza sentire il classico mantra da tutti i TG nazionali: bevete tanto. Rimanere idratati è fondamentale per mantenere bassa la temperatura corporea e assicurare il corretto funzionamento degli organi. Ora un dispositivo indossabile (in inglese wearable) sviluppato dai ricercatori dell’Università del Texas di Austin promette di aiutarci a monitorare costantemente i livelli di idratazione del nostro organismo in modo non invasivo. I dettagli sono pubblicati su PNAS. Il nostro corpo è fatto per circa il 60-70% di acqua (percentuale che sale al 75% nei bambini). L’acqua è fondamentale perché trasporta nutrienti, regola la temperatura e fa funzionare correttamente le articolazioni e gli organi delicati come il cervello e gli occhi. Basta perdere lo 0,5% di liquidi per avere sete, arrivando al 7% si inizia ad avere allucinazioni e con il 10% in meno si entra in coma. Ecco perché è fondamentale monitorare i livelli di idratazione del nostro organismo, specie quando fa caldo o quando svolgiamo attività fisica. Il dispositivo sviluppato dai ricercatori si serve della bioimpedenza, una tecnica che prevede il passaggio di una debole corrente elettrica attraverso il corpo, per monitorare i livelli di idratazione dell’organismo. Il modo in cui l’elettricità scorre dipende dalla quantità di acqua presente nei tessuti: se idratati l’elettricità scorre facilmente, se disidratati passa con maggior difficoltà. Per testare il funzionamento dell’apparecchio i ricercatori hanno condotto diversi esperimenti, confrontando i risultati del sensore con quelli di un campione di urine. «Il sensore può essere un’alternativa affidabile per monitorare i livelli di idratazione, anche durante le attività quotidiane come camminare, lavorare o fare esercizio fisico», afferma Matija Jankovic, uno degli autori. Rispetto ai metodi tradizionali, come i test delle urine o del sangue, questo non è invasivo, è rapido e raccoglie dati in tempo reale. Altri dispositivi simili in commercio sono più ingombranti e richiedono che l’utente rimanga fermo durante il monitoraggio, limitandone l’uso. In futuro sarebbe interessante esplorare nuovi design, come tatuaggi indossabili o wearable in grado di assorbire il sudore, per migliorare il comfort e le performance durante un uso prolungato.
Chiara Guzzonato



